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Lamorgese: "La crisi economica e sanitaria può favorire la criminalità organizzata"

La Ministra dell'Interno: "Ho sollecitato la massima attenzione delle forze di polizia e ogni sforzo volto a contrastare le possibili nuove dinamiche dell'azione criminale"

Luciana Lamorgese
Luciana Lamorgese

globalist

21 Aprile 2020 - 14.22


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C’è un rischio sanitario e anche un rischio di tenuta sociale nel quale potrà inserirsi la criminalità organizzata.
“L’attuale fase di emergenza da coronavirus sta incidendo profondamente sul tessuto economico e sociale e determinano inevitabilmente delle ricadute sulle attività economiche e commerciali: il contesto economico e finanziario che si prefigura nella fase post-pandemia potrebbe evidenziare margini di inserimento per la criminalità organizzata, nella necessaria fase di riavvio delle attività economiche”.
E’ quanto avverte il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, intervenendo in audizione davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati in modalità di videoconferenza, per rispondere alle domande poste dai rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari.
“La crisi attuale causerà un deficit di liquidità, una rimodulazione del mercato di lavoro nonché l’afflusso di ingenti finanziamenti pubblici, sia nazionali che europei volti a sostenere la ripresa economica – osserva la titolare del Viminale – Ho sollecitato la massima attenzione delle forze di polizia e ogni sforzo volto a contrastare le possibili nuove dinamiche dell’azione criminale, anche in ragione della spiccata vocazione economica della criminalità organizzata e della sua capacità di repentino adattamento ai cambiamenti sociali e produttivi”.
La strategia di intervento messa in campo dalle forze dell’ordine “fa leva su una approfondita attività informativa e investigativa, volta ad anticipare ogni iniziativa di alterazione del mercato, di inquinamento del tessuto economico, di condizionamento dei processi decisionali pubblici – riferisce Lamorgese – Particolare attenzione viene rivolta verso determinati ‘reati-spia’, indici di fenomeni di infiltrazione criminale anche mafiosa nelle pieghe economiche e finanziarie, come estorsioni, usura, riciclaggio, corruzione nella pubblica amministrazione, illecite interferenze, condizionamenti degli appalti pubblici”.
L’ingente mole di interventi finanziari predisposti dal Governo deve necessariamente trovare un punto di equilibrio fra la fondamentale tempestività delle erogazioni e i relativi controlli, irrinunciabili per garantire il rispetto del quadro ordinamentale antimafia, anche attraverso interventi correttivi ‘ad hoc’, per scongiurare un utilizzo distorto delle risorse pubbliche che saranno erogate a supporto delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza coronavirus”.

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