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La Vardera bluff: candidato sindaco con Salvini per girare un documentario

L'ex Iena rivela un clamoroso retroscena: ho registrato tutti, da Cuffaro a Miccichè. Dicono le peggio cose

Ismaele La Vardera
Ismaele La Vardera

globalist

15 Giugno 2017 - 10.52


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Francesco io non ho fatto questa campagna elettorale per diventare sindaco ma per
fare un documentario e per fare conoscere a tutti la mala politica siciliana. Ho registrato tutti: Cuffaro, Miccichè. Li ho registrati a loro insaputa mentre dicono le peggio cose”. La confessione di Ismaele La Vardera a Francesco Benigno, l’attore di”Mary per sempre”, ha scatenato una tempesta, dato fuoco ad un caso che diventerà probabilmente anche giudiziario. Una storia senza precedenti, che si prende gioco di una espressione democratica come il voto. Mette in difficoltà molti politici di destra, intercettati e che potrebbero essere raccontati in passaggi scomodi e scottanti.

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Tutto nasce da una candidatura bluff, quella di La Vardera, ex Iena, con leader di partito e compagni di lista inconsapevoli di recitare soltanto una parte in una commedia. Il sospetto forte è che la discesa in campo di Ismaele La Vardera, già inviato della trasmissione Le Iene, alle elezioni a sindaco di Palermo sia stata solo una montatura, un espediente per girare un reality.
Dalle parti di Fratelli d’Italia, uno dei due partiti del centrodestra che sostenevano La Vardera, c’è delusione e rabbia. Giorgia Meloni ha negato la liberatoria per la diffusione delle immagini girate – pare anche di nascosto – dal giovane candidato e da due operatori che l’hanno seguito in ogni momento della sua campagna elettorale.
La Meloni sta preparando un esposto in Procura. Già oggi si rivolgerà alla magistratura. Silenzio, per ora, da parte di Matteo Salvini, che non sapeva nulla del documentario girato dal suo portabandiera a Palermo.
“Quello che è accaduto è un fatto gravissimo – dice Alessandro Pagano coordinatore del movimento Noi con Salvini della Sicilia occidentale – Siamo probabilmente davanti a una colossale presa in giro e ci stiamo tutelando anche noi dal punto di vista legale. Questo ragazzo, soprattutto se ha rubato conversazioni private, ha carpito la fiducia di chi aveva punta su di lui”. La Lega aveva dato il suo simbolo in Sicilia solo a La Vardera e alla candidata di Lampedusa, Angela Maraventano.
Alle elezioni di domenica scorsa La Vardera ha conquistato 7.043 voti, il 2,59 per cento dei consensi, finendo quarto dietro Orlando, Ferrandelli e Forello.
Nei giorni scorsi quella che oggi appare una certezza aveva fatto un primo giro come “voce”. Qualcuno già aveva sussurrato:La Vardera sta realizzando un reality sulla mala politica siciliana. Dietro il progetto ci sarebbe un regista televisivo molto noto. La Vardera aveva fatto affiggere manifesti elettorali in stile cinematografico, una vera locandina da film, con la scritta “Il sindaco. Dal 12 giugno”, quasi ad annunciare il titolo di un film.
E’ stato Francesco Benigno, l’attore di Mery per sempre che era candidato nella lista di La Vardera e che ieri sera ha avuto uno scontro fisico con il giovane e con i due operatori, a denunciare il bluff: “A un certo punto mentre eravamo seduti Ismaele si è fatto serio e mi ha detto: “Francesco io non ho fatto questa campagna elettorale per diventare sindaco ma per fare un documentario… Pure tu una volta mi avevi detto che ti mettevi in politica, così almeno tu puoi fare il tuo lavoro perché non lavori..”. Lui, Ismaele La Vardera, è irraggiungibile. Non risponde al cellulare e ai messaggi, intenzionato a realizzare il film. Meloni e amici sono avvertiti. Vedremo quali reati intercetterà la magistratura nell’intera vicenda. E se ci saranno gli estremi per bloccare il progetto. Resta la beffa per 7.043 elettori palermitani.

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