A Napoli circa 400 "furbi" hanno provato a imbucarsi per farsi fare il vaccino in anticipo

Centinaia di persone allontanate dalla coda per il "Vaccine center". Intanto la Campania ha quasi finito le dosi

La coda per i vaccini a Napoli

La coda per i vaccini a Napoli

globalist 10 gennaio 2021

Le lunghe code che in questi giorni si sono formate nei pressi dei centri per la vaccinazione in tutta la Campania non erano formate solo da persone che avevano effettivamente bisogno della somministrazione.


Negli ultimi due giorni infatti centinaia di persone avrebbero tentato di imbucarsi al "Vaccine center" di Napoli, allestito dall'Asl Napoli 1 centro alla Mostra d'Oltremare, per ricevere il vaccino contro il coronavirus senza però averne diritto.


Secondo la direzione generale dell'Asl Napoli 1 centro, "200 le persone fatte allontanare dalla fila, e altrettante sono state individuate e allontanate nella giornata di oggi".


Insomma 400 nei primi due giorni, persone che si sarebbero vaccinate al posto di chi ne avrebbe veramente titolo: ovvero i medici e il personale sanitario impegnato nella lotta al virus. Un episodio che non poteva che essere stigmatizzato dalle autorità sanitarie.  


Intanto oggi il presidente della Campania Vincenzo De Luca ha fatto sapere che nella regione le scorte di vaccino sono quasi terminate. "Questa sera le aziende sanitarie si fermano per mancanza di vaccini" ha spiegato il governatore. "È questo l'esito di una distribuzione fatta in modo sperequato nei giorni scorsi".


De Luca ha poi ringraziato "tutte le strutture sanitarie per i risultati straordinari conseguiti pure in carenza di personale. La campagna vaccinalesarà nei prossimi mesi la nostra priorità, per portare la Campania fuori dall'epidemia e verso una vita normale".


Finora la Campania è in testa nella classifica delle iniezioni in percentuale alle dosi consegnate. 


Stando alla dashboard del Ministero della Salute, sono stati inoculati l'89,5% dei vaccini arrivati alle Asl. 


Una delle regioni che sta facendo peggio è invece la Lombardia ferma al 38%.