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Una escort risulta positiva, il sindaco di Modica: "Fate il test, anche se le mogli vi cacciano di casa"

La donna è stata ricoverata a Foligno ma aveva passato dieci giorni a Modica. Ora si tenta di rintracciare i clienti

Ignazio Abbate
Ignazio Abbate

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18 Luglio 2020 - 09.14


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Uno strano appello dal sindaco di Modica, Ignazio Abate, che ha invitato i suoi concittadini a “fare il tampone, anche a rischio di farvi mettere alla porta da vostra moglie”. L’appello però è necessario perché a Foligno, in Umbria, una escort di origine peruviana è stata ricoverata con i sintomi del Covid-19. La donna era stata anche a Modica, per una decina di giorni: “Due o tre clienti al giorno per 10 giorni – spiega Abate a Repubblica – sono 20-30 persone che possono aver contratto il virus e averne contagiate altre a casa o al bar”. E quindi il suo appello “è rivolto a chi ha avuto rapporti con quella donna: andate a fare i test. Anche a costo di essere messi alla porta dalle mogli”. 
Perché le alternative in questo momento sono due. La prima è confessare di essere stati clienti della donna, che per qualche giorno ha trasformato una casa vacanze in ritrovo a luci rosse, e sottoporsi al tampone, rischiando anche di risultare positivi e di dover spiegare la situazione ai familiari, magari persino alla fidanzata o alla moglie, con le ovvie conseguenze. Oppure, ed è questa la via che il sindaco teme, cercare di far passare tutto sotto silenzio, ma con il rischio di diffondere il contagio.
Per il momento, il sindaco di Modica ha chiesto alla polizia municipale di tenere d’occhio l’appartamento a luci rosse, così da riuscire a intercettare eventuali altre prostitute che possano aver incontrato la collega e sottoporre anche loro ai test. Ma per quanto riguarda i clienti, c’è poco da fare: deve rimettersi al loro senso civico.

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