La giornalista svillaneggiata da Salvini: "replicare alle risposte false è il nostro dovere"

Salvini ha sbottato contro una giornalista che ha replicato alle sue affermazioni false sulla Sea Watch

Salvini

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globalist 16 giugno 2019
Sta facendo scalpore il video di Salvini che risponde aggressivo a una giornalista che ha fatto una domanda scomoda sulla Sea Watch: il Ministro ha attaccato la Ong sostenendo che i volontari a bordo sono dei 'delinquenti' che hanno chiesto un porto alla Libia e poi lo hanno rifiutato, decidendo di venire in Italia. 
Monica Napoli, giornalista di SkyTg24, ha allora fatto notare a Salvini che le cose non stanno proprio così, che la Sea Watch non ha mai chiesto alla Libia di poter sbarcare e che anzi, sono giorni che la linea della Ong è proprio quella di non riportare i migranti salvati in Libia. 
Salvini a quel punto sbotta: "lei fa domande o fa politica? Se vuole fare domande si candidi con la sinistra e non faccia i comizi". Evita così la domanda, perché sa di essere nel torto. Le cose infatti non sono andate come dice lui: è vero che la Sea Watch ha contattato la Libia che ha effettivamente indicato un porto, ma lo ha fatto perché il salvataggio è avvenuto in acque Sar libiche (che non sono le acque territoriali ma le acque Search and Rescue, 'ricerca e soccorso', di competenza della cosiddetta Guardia Costiera Libica). 
La Commissione Europea e le Nazioni Unite, come è ormai noto a tutti, hanno dichiarato la Libia porto non sicuro, smentendo lo stesso Salvini che aveva dichiarato il contrario nel marzo di quest'anno. La comunicazione della Sea Watch alla Libia era un tecnicismo, tanto che la stessa comunicazione è stata inviata nello stesso momento a Malta e all'Italia. La Sea Watch, come impone il diritto internazionale in materia di salvataggi in mare, ha l'obbligo di riportare i migranti nel più vicino porto sicuro, che era Lampedusa. Nessuna decisione, quindi, ma semplice applicazione delle regole in virtù del fatto che la Libia, checcé ne dica Salvini, non è un porto sicuro. 
La giornalista attaccata in questo modo per aver fatto il suo lavoro ha scritto poi su twitter: "fare le domande è il nostro mestiere, replicare alle risposte errate è un dovere".