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Trieste, vaccinazioni obbligatorie per i bimbi dei nidi e delle materne

La decisione presa a maggioranza dal Comune (astenuti i 5stelle). L'obbligo scatterà dal prossimo anno scolastico e riguarda circa 4000 bimbi tra asili nido e materne.

Vaccinazioni obbligatorie a Trieste
Vaccinazioni obbligatorie a Trieste

globalist Modifica articolo

29 Novembre 2016 - 10.57


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I bambini che vorranno chiedere l’iscrizione agli asilin comunali e convenzionati del comune di Trieste dovranno sottoporsi a vaccinazione obbligatoria: lo ha deciso questa notte il Consiglio comunale a maggioranza con il Movimento 5 Stelle che si è astenuto.
Trieste – ha evidenziato l’assessore all’infanzia, Angela Brandi – è la prima città italiana a prevedere l’obbligo di vaccinazione antidifterica, antitetanica, antipoliomietica e antiepatite B per i bimbi che frequentano gli asili. L’obbligo scatterà a gennaio per le iscrizioni al prossimo anno scolastico 2017-18.

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La decisione della scorsa notte del Consiglio comunale è stata adottata dopo aver rilevato che a Trieste le coperture vaccinali sono scese sotto il livello di sicurezza del 95%. “In particolare – ha riferito Brandi – la copertura antidifterica è arrivata all’89%, quella antitetanica al 91%, l’antipolio al 92% e quella antiepatite virale B all’89%.
L’obbligo è esteso ai bambini degli asili nido (da zero a tre anni) e a quelli delle scuole materne (da tre a sei anni), per un totale di circa quattromila bimbi. I genitori dovranno garantire con un’autocertificazione l’avvenuta vaccinazione che, comunque, sarà verificata dalle strutture comunale con numerosi controlli.

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“Abbiamo adottato l’obbligo della vaccinazione per i bambini che frequentano gli asili comunali e convenzionati a Trieste per superare l’inerzia della Regione Friuli Venezia Giulia per quale questa decisione deve essere uno stimolo a legiferare, come ha già fatto l’Emilia Romagna e come si accingono a fare altre Regioni”. ha aggiunto l’assessore Brandi, dopo l’approvazione. “Il Presidente della Regione, Debora Serracchiani –  ha continuato Brandi – da una parte plaude all’iniziativa dell’Emilia Romagna ma dall’altro non ha finora avuto il coraggio di fare in Friuli Venezia Giulia quello che invece ritiene giusto per altre regioni”. “Sul piano politico – ha sottolineato – sono molto soddisfatta dell’unanimità con la quale è stato adottato l’obbligo perchè i consiglieri del M5S, che stanotte si sono astenuti, in Commissione avevano votato a favore mentre i loro colleghi in Emilia Romagna hanno votato contro”. Poi ha aggiunto: “La nostra decisione arriva al termine di un lavoro preparatorio svolto con con l’Ordine dei Medici, il Collegio dei Pediatri, l’ospedale infantile Burlo Garofolo e l’Azienda sanitaria AsuiTs, cioè con la comunità scientifica presente sul territorio cittadino e non con i ciarlatani che girano e invadono il web e i social. La nostra decisione è stata presa ben prima che venisse alla luce il caso della pediatra affetta alle vaccinazione che è risultata affetta da Tbc”.

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