Sul sito olbianova.it c’è un video terribile. Un ragazzo disabile, Luca Isoni, 37 anni, olbiese, massacrato di botte da un facinoroso davanti a una discoteca alle sei del mattino nel parcheggio della discoteca La Luna di San Teodoro. Luca, persona con fragilità mentale, è fermo e guarda arrivare il suo aggressore. Colpito da un pugno e da ginocchiate finisce a terra mentre tutto intorno nessuno interviene per fermare la furia dell’aggressore. Anzi, c’è chi riprende.
Questo è successo l’11 luglio. Il ragazzo impaurito a casa aveva raccontato di essere caduto dalla moto. Ma dopo la pubblicazione sui social di un video che riprendeva tutte le fasi dell’aggressione si è scoperta la verità. “Mi hanno chiamato polizia e carabinieri dicendomi che Luca era stato picchiato – racconta all’Ansa il fratello Manuel Isoni – Lui mi aveva detto di essere caduto dalla moto. Poi ho visto il video, solo una volta e mi è bastato. Ho subito riconosciuto Luca. C’è una persona, sedicente amico suo, che lo colpisce e lo lascia a terra privo di sensi. Vicino a lui ci sono altre persone, si sentono delle voci, ma nessuno fa niente. Luca ha riportato la frattura del ginocchio e diverse ferite”.
Luca, ospite di una struttura, era uscito con un amico. Nel video si vede un uomo col braccio fasciato guardare verso la telecamera per attendere il via, avvicinarsi a Luca e colpirlo a freddo con un pugno al volto. Un’aggressione senza ragione. Se non per pura ed efferata brutalità. Luca crolla a terra privo di sensi, con il volto sanguinante. “Lo hanno lasciato a terra – conferma l’avvocato Nicola Di Benedetto, che ora tutela la famiglia Isoni – Luca è stato soccorso dal buttafuori della discoteca che lo ha portato in ospedale”. Ora è stata avviata l’inchiesta. “Stanno lavorando i militari di Olbia, Sassari e Nuoro – spiega Manuel – noi abbiamo voluto rendere pubblica la storia per smascherare chi ha avuto il coraggio di aggredire senza una ragione mio fratello. Non sappiamo nemmeno perché non ci abbia detto la verità”.
Probabilmente Luca ha ricevuto minacce. Il video del pestaggio si può vedere qui.