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Colleferro, i due indagati ammettono il pestaggio e finiscono ai domiciliari

Ilaria Tarantino, gip del tribunale di Velletri: "Gli indagati non hanno esitato ad aggredire la vittima colpendola con un pugno sul volto, facendola cadere, ed infierendo con un calcio in pieno viso "

Pestaggio, bullismo
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21 Aprile 2021 - 13.33


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Dopo l’aggressione avvenuta a Colleferro, Ilaria Tarantino, gip del tribunale di Velletri, pur non convalidando il fermo, ha disposto gli arresti domiciliari per Lorenzo Farina, 19 anni, e Christian Marozza, 18 anni, accusati di lesioni aggravate dai motivi abietti e futili in relazione al pestaggio del 17enne avvenuto cinque giorni fa .

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“Nel corso dell’udienza di convalida – ha scritto il magistrato nell’ordinanza cautelare – entrambi gli indagati hanno in sostanza ammesso gli addebiti e hanno confermato di essersi cambiati i vestiti dopo i fatti. Farina ha dichiarato che già in precedenza, circa un mese fa, vi era stata una discussione con dei ragazzi di Segni, in particolare con un amico del 17enne del quale non si ricordava il nome, per gli ‘sguardi’ a loro rivolti”.

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E dal canto suo, anche Marozza ha “confermato che vi era già stata in precedenza una discussione con gli amici del giovane, pur non ricordando le motivazioni di tale lite. Sabato pomeriggio Farina si era avvicinato ai ragazzi di Segni e all’improvviso il 17enne aveva dato in escandescenze senza motivo. Lui lo aveva invitato a calmarsi spiegandogli che era loro intenzione chiarire pacificamente la questione. A quel punto Farina lo aveva colpito con un pugno”.

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Marozza “ha negato di aver intimato alla vittima e a suoi amici di non venire a Colleferro e da ultimo ha dichiarato di essere profondamente pentito dell’accaduto”. Farina e Marozza lasceranno in queste ore il carcere di Rieti, dove erano detenuti, per fare rientro a casa.

Nel motivare il provvedimento cautelare, il giudice ha spiegato che “esiste il pericolo, concreto e attuale, che gli indagati commettano altri delitti della stessa specie e segnatamente che, ove non sottoposti a misure, possono perseverare nella realizzazione di gravi delitti con violenza alla persona. Ciò emerge dalle specifiche modalità e circostanze del fatto e dalla personalità degli indagati, desunta dalla condotta degli stessi tenuta in occasione dei fatti per cui si procede e delle pregresse liti avvenute sempre per i medesimi futili motivi. Gli indagati non hanno esitato ad aggredire la vittima colpendola con un pugno sul volto e facendola rovinare per terra e facendole sbattere la testa e hanno poi infierito colpendola con un calcio in pieno viso mentre era per terra, ponendo in pericolo la sua integrità fisica. Il tutto per banali motivi”.

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Per il giudice, infine, deve osservarsi che “gli indagati, seppure formalmente incensurati, non sono nuovi ad episodi del genere, essendo già stati coinvolti in analoghe vicende, sempre ai danni del 17enne, dei suoi amici e di altri giovani del luogo”.

 

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