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Pestaggio in carcere, un ex detenuto rivela: "Anche la direttrice col manganello"

Vincenzo Cacace, detenuto in sedia a rotelle che ha assistito alla mattanza degli agenti aggiunge: "Secondo me erano drogati, volevano toglierci la dignità"

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Santa Maria Capua Vetere

globalist

1 Luglio 2021


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Le parole della ministra Cartabia sui fatti del carcere di Santa Maria Capua Vetere descrivono il pestaggio dei detenuti da parte degli agenti penitenziari come un “tradimento della Costituzione”.
Ed ora giungono altre dichiarazioni dei presenti alla mattanza. “Non posso ripensarci, vado al manicomio. Secondo me erano drogati, erano tutti con i manganelli, anche la direttrice”. Sono le parole con cui Vincenzo Cacace, ex detenuto sulla sedia a rotelle nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, ricorda il pestaggio da parte della polizia penitenziaria avvenuto lo scorso aprile.
“Sono stato il primo ad essere tirato fuori dalla cella insieme con il mio piantone perché sono sulla sedia a rotelle – racconta – Ci hanno massacrato, hanno ammazzato un ragazzo. Hanno abusato di un detenuto con un manganello. Mi hanno distrutto, mentalmente mi hanno ucciso. Volevano farci perdere la dignità ma l’abbiamo mantenuta. Sono loro i malavitosi perché vogliono comandare in carcere. Noi dobbiamo pagare, è giusto ma non dobbiamo pagare con la nostra vita. Voglio denunciarli perché voglio i danni morali”.

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