Fermato imam, progettava attentato a Roma
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Fermato imam, progettava attentato a Roma

Pensava di partire per la Siria, addestrarsi e poi tornare per colpire la Capitale. A cominciare dalla stazione Termini.

Allarme terrorismo
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9 Marzo 2016 - 15.14


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Un giovane imam somalo di 22 anni era pronto a partire da Campobasso a Roma per compiere un attentato nella capitale.
E’ stato fermato nel centro di accoglienza molisano “Happy Family” di Campomarino, in provincia di Campobasso.

È accusato insieme a un altro connazionale di “istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo”. Il procuratore capo di Campobasso Armando D’Alterio ha raccontato che l’operazione antiterrorismo è stata condotta dalla Digos la notte scorsa nel capoluogo molisano. “Sin dall’inizio avevamo avuto segnali di insofferenza da parte di alcuni membri della comunità somale di Campobasso”.

Poi, attraverso “Un’indagine con pedinamenti, intercettazioni e perquisizioni, iniziate a dicembre, siamo arrivati al giovane Imam”.
Un soggetto definito “pericoloso” a cui era stato negato lo status di rifugiato. Inneggiava allo Stato islamico, esaltava il massacro di Charlie Hebdo e il martirio della jihad. E, secondo gli inquirenti, stava organizzando un attentato terroristico nella capitale. Obiettivo stazione ferroviaria.

Sembra che abbia collegamenti con l’Isis e altre organizzazioni internazionali per pianificare attentati. Voleva infatti fuggire dal centro con l’obiettivo di partire verso la Siria per addestrarsi, per poi tornare in Italia e lanciare l’attacco.

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Durante la sua permanenza nella struttura (foto sopra) aveva raccolto diversi proseliti per la jihad e aveva chiesto loro di unirsi a lui nel prossimo viaggio. Abusando del suo ruolo di imam cercava di convincerli a compiere azioni violente, mostrando loro immagini cruente di attentati di gruppi islamisti estremisti.

Il sindaco di Campomarino, noi ospitali ma ok ai controlli. “Umanamente non si possono chiudere le porte in faccia ai migranti in cerca di una vita migliore ma allo stesso momento bisogna mettere in campo le attivita’ di polizia per i controlli. Sono contento che siano riusciti a trovare questo straniero perché tuteliamo la nostra comunità e salviamo del giudizio collettivo le tante brave persone che ci sono”. Queste le parole del sindaco di Campomarino Gianfranco Cammilleri dopo l’arresto del somalo per aver inneggiato ad atti terroristici. Il primo cittadino, però, sottolinea l’eccessivo numero di profughi presente nel centro rivierasco. “Ce ne sono almeno il doppio rispetto a quello possibile in questo paese – ha proseguito – Su questo stiamo ragionando con la Prefettura. Ci sono state riunioni informali e c’è ne saranno altre a breve”.

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Meloni: “porte aperte a tutti” è politica criminale. “Un doveroso grazie agli inquirenti di Campobasso per aver impedito una strage e aver fermato questo terrorista criminale. Rivolgo l’ennesimo appello a Renzi e Alfano: basta con l’immigrazione incontrollata. La politica delle porte aperte a tutti, senza alcun controllo e facendo finta che non esista un problema legato al l’immigrazione musulmana è una politica criminale che mette in pericolo tutti gli italiani”. Lo ha scritto su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.


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