Come sarà il ddl semplificazioni: appalti senza gara, autocertificazioni su app e tanto smartworking

I punti salienti della bozza del decreto Semplificazioni che andrà al Cdm

Conte

Conte

globalist 29 giugno 2020

Promesso a Villa Pamphili, ormai otto giorni fa, sembra prossimo a varcare il Cdm il cosiddetto decreto legge Semplificazioni, la cui bozza è ormai pronta.


Si tratta di 48 articoli. Velocizzare i cantieri, con deroghe
per un anno sulle soglie per le assegnazioni degli appalti senza gara, commissari e rilascio della certificazione anti-mafia. Ma anche trasformazione digitale della pubblica amministrazione, con le autocertificazioni che si potranno fare via app, banche dati che si parlano e pubblico che richiederà una sola volta i dati in suo possesso. Sono alcune delle novità contenute in una prima bozza del decreto semplificazioni, 48 articoli ancora in via di definizione, che dovrebbe essere oggetto di una riunione politica domani. 


Tra le novità il superamento della cosiddetta sindrome della firma. Gli articoli della bozza circoscrivono l’abuso d’ufficio e la responsabilità erariale ai comportamenti dolosi. Ci sono anche le norme che velocizzano le procedure in materia di Valutazione di impatto ambientale (Via) e di autorizzazioni da parte degli enti locali. Queste procedure oggi possono durare anche 10 anni. Il decreto prevede l’introduzione di poteri sostitutivi del ministero dell’Ambiente, se l’amministrazione competente non provvede, e in ogni caso la fissazione di termini massimi per le autorizzazioni. Si potrà accedere a tutti i servizi digitali della Pubblica Amministrazione tramite Spid e Cie, e anche tramite un’applicazione su cellulare. Non servirà più esibire un documento di identità qualora si sia in possesso già di quella digitale. 


l decreto impone alla Pa “di sviluppare i propri sistemi con modalità idonee a consentire l’accesso da remoto ai propri dipendenti e favorire così il lavoro agile (smartworking)″.


Per velocizzare le fasi dell’appalto, il governo propone che, fino al 31 dicembre 2021, si proceda senza gara, ma con l’affidamento diretto per le opere fino a 150mila euro e con la trattativa diretta con almeno 5 operatori per quelle di importo superiore, riservando la gara vera e propria solo a quelle sopra i 5 milioni. Inoltre la Presidenza del Consiglio potrà individuare opere di rilevanza nazionale per le quali si introdurranno procedure a trattativa ristretta.
Nasce poi il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche. Beneficiari del Fondo sono le stazioni appaltanti. Si legge nel decreto:  “Fino al 31 luglio 2021 si prevede l’obbligatorietà della costituzione del Collegio consultivo tecnico per appalti di valore superiore alle soglie comunitarie o per opere di interesse nazionale. Il collegio, oltre a svolgere alcuni rilevanti compiti in tema di sospensione e modifica delle opere, ha funzione di assistenza per la rapida risoluzione delle controversie o delle dispute tecniche”.