Conte (M5s): "Dal Pd vogliamo un progetto serio, chiaro e rigoroso. Von der Leyen? Basta con la transizione militare"
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Conte (M5s): "Dal Pd vogliamo un progetto serio, chiaro e rigoroso. Von der Leyen? Basta con la transizione militare"

Giuseppe Conte (M5s): «Oggi l'Italia deve tornare a contare e dobbiamo arginare la corsa verso un'Europa delle armi, della guerra e dei tagli al sociale».

Conte (M5s): "Dal Pd vogliamo un progetto serio, chiaro e rigoroso. Von der Leyen? Basta con la transizione militare"
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17 Aprile 2024 - 09.15


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Giuseppe Conte è l’ago della bilancia del cosiddetto campo largo, le ultime polemiche sollevate nei confronti del PD mettono a rischio un’alleanza elettorale necessaria per creare un’alternativa alla destra. Intervistato da Avvenire, il leader del M5s ha spiegato la situazione.

«Quando sui territori chiediamo discontinuità, quando lasciamo la Giunta regionale in Puglia e chiediamo un segno forte di rinnovamento al Comune di Bari, non lo facciamo per fare dispetti al Pd, ma per rispettare i nostri valori, per portare avanti le nostre battaglie nel nome della legalità e della trasparenza».

«Noi siamo sempre in un atteggiamento di disponibilità, adesso aspettiamo sviluppi e confidiamo di poter finalmente trovare una soluzione che metta d’accordo tutti. L’importante è avere un progetto chiaro, serio e rigoroso. Gli europarlamentari del M5s sono e saranno un avamposto per i negoziati di pace e per frenare questa folle corsa collettiva al riarmo». In Europa votereste il Von der Leyen bis? «Ammetto in questa ultima fase di essere rimasto deluso dalla presidente della Commissione perché in Europa dalla transizione ecologica stiamo passando alla transizione militare», replica.

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«Candideremo nella circoscrizione Nord-Est Ugo Biggeri, ex presidente di Banca Etica, che da sempre si occupa di temi come pace, finanza etica, microcredito, economia sociale, transizione ecologica», annuncia tra l’altro Conte.

«Con il voto europeo si deciderà il futuro dei prossimi decenni. Nel 2020 il M5s è stato determinante per indirizzare l’Europa verso una maggiore solidarietà, investimenti su lavoro, infrastrutture, imprese, sanità e ambiente. E questo soprattutto grazie ai 209 miliardi ottenuti con il Pnrr. Oggi l’Italia deve tornare a contare e dobbiamo arginare la corsa verso un’Europa delle armi, della guerra e dei tagli al sociale».

«Non potremo mai sentirci isolati – ha aggiunto riferendosi al dialogo tra Pd e governo sui conflitti internazionali – perché buona parte della popolazione invoca come noi una svolta nei negoziati di pace. In ogni caso qui non è questione di beghe fra partiti, qui in ballo c’è qualcosa di molto più grande rispetto alle questioni politiche interne: rischiamo una Terza Guerra Mondiale e l`Italia non sta giocando un ruolo per la pace e il cessate il fuoco. È per questo che continuiamo a incalzare Meloni e a denunciare le sue astensioni e le sue assenze».

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