Renato Zero parla dei suoi concerti sospesi: "Il Covid è figlio del consumismo"

Il cantate ha dichiarato che non farà concerti con i posti limitati: "Non voglio essere elitario, aspetterò"

Renato Zero

Renato Zero

globalist 23 settembre 2020

“Il Covid è figlio del consumismo”, a sostenerlo è stato Renato Zero durante la conferenza stampa andata in scena su Zoom in cui ha presentato il suo ultimo disco ‘Zerosettanta’. Durante l’evento il cantate – che il 30 settembre compirà 70 anni – ha sottolineato come la “spesa gigantesca e spesso inutile” sia la responsabile nella diffusione del virus.

“La speranza – ha continuato - io la esercito come gli altri uomini perché penso che stare insieme in un momento come questo ci renderà migliori e magari avremo un altro Beethoven o un altro Pasolini.

Il cantante, inoltre,  si augura che la pandemia possa portare qualcosa positivo. “Il problema secondo me è che oggi non c’è più un esempio in questo Paese, ne abbiamo bisogno. C’è solo un continuo processarci: mi piacerebbe vedere in qualcuno la luce, la possibilità che sia un Caronte che ci trasbordi in un luogo dove la plastica non c’è, dove l’insegnamento è fondamentale nella vita umana.

Sul tema dei concerti limitati ad un numero ristretto di persone, Zero ha dichiarato: “Non voglio essere elitario, non voglio che vengano mille paganti per farmi soffrire e sentire ingiusto per gli altri 20mila che non possono accedere. Se devo fare un concerto dovrei avere consapevolezza della capacità di aggregazione: questo mi garantirebbe non tanto l’incasso, quanto una visibilità meno classista, più generosa. Perciò, visto che questo compleanno non me lo voglio perdere, rimanderò la festa perché voglio vedere i miei colleghi con le loro rughe…”