Renato Zero: da vecchio scelgo le donne
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Renato Zero: da vecchio scelgo le donne

Alla fine, in vecchiaia, si dismettono i panni del coriaceo “triangolare del sesso” e si mettono quelli panciuti e più tristanzuoli, forse, ma più rassicuranti dell’etero pensionato

Renato Zero: da vecchio scelgo le donne
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Piero Montanari Modifica articolo

30 Maggio 2011 - 13.28


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di Piero Montanari

Non è colpa mia, mi tocca riparlare di Renatino Zero che, da quando ha compiuto sessant’anni, è una specie di fiume in piena e racconta sempre più volentieri ( ma non ne ha mai fatto mistero ) della sua vita privata.

In occasione dell’uscita del suo ultimo lavoro discografico, c’è un brano inedito dal titolo “Segreto Amore” dedicato, a suo dire, alla “donna” della sua vita, il suo più grande amore eterosessuale, Lucy Morante, che fu sua compagna per un lungo periodo, una trentina di anni fa.

Nei miei ricordi personali c’è anche un altro amore etero – Enrica Bonaccorti a parte – degli inizi della carriera di Renato, quando ci frequentavamo anche come amici: lei era Antonietta Boselli, detta Tony, alla quale Renato dedicò anche una canzone che, mi pare, divenne un 45 giri (“Tony Tony Tony”…)

Lucy e Renato li ricordo molto bene insieme. Lei è la sorella di Massimo Morante, storico chitarrista e co-fondatore dei Goblin, il gruppo di progressive-rock romano che fece successo partecipando alla colonna sonora del film di Dario Argento “Profondo rosso”, insieme ad altri musicisti dell’area romana, Agostino Marangolo, Fabio Pignatelli, Claudio Simonetti, Walter Martino. Anche Lucy tentò una carriera di artista ma sensa sucesso e così divenne per lungo tempo l’ombra di Renato – che invece di successo stava iniziando ad averne molto – occupandosi di lui in qualità di accompagnatrice, agente, amante, confidente, Pr ed amica del cuore, ma sempre defilata, in disparte.

Oggi, quindi, Renato fa un outing alla rovescia e dice:” Se devo pensarmi negli anni a venire, mi penso al fianco di una donna. La donna è il rifugio. Ho perso da poco mia mamma (una signora romana molto simpatica, la vera “autrice” di Renato ndr.) che per me è sempre stata un modello di femminilità. C’è la femmina inebriante, ma c’è prima ancora la donna che ti sta vicino, che ti è madre, sorella, amica. La donna fa meno paura dell’uomo, è più rassicurante, si apre senza bisogno di carte di credito o passepartout. L’uomo è più ermetico, è conquista, possesso, competizione, disponibilità senza limiti. Essere uomini è un impegno massacrante. La donna è meno aggressiva, anche perché con la sua forza tranquilla ha saputo raggiungere la parità e anche ruoli di comando. Non ho mai cercato donne-tigri, ferine, ma donne serene, spiritose»

“Tout passe tout casse, tout lasse et tout se remplace”, sostiene un cinico ed elegante proverbio francofono. Finisce l’epoca della trasgressione per il più trasgressivo dei nostri artisti: basta con gli accoppiamenti promisqui e la sessualità disordinata. Il tempo (kronos) ha fatto la sua parte ed ha aggiustato tutto (kairos): un bel paio di pantofole dorate, uno schermo televisivo 3D da 120 pollici Dolby surround, una bella casa da 500mq (che sta cercando) nel centro storico della capitale e la vecchia Lucy vicino…

Alla fine, in vecchiaia, si dismettono i panni del coriaceo “triangolare del sesso” e si mettono quelli panciuti e più tristanzuoli, forse, ma più consigliabili dell’etero pensionato.

Benvenuto tra noi, Renatino!

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