Luiz Inácio Lula da Silva ha vinto le elezioni presidenziali in Brasile, battendo al ballottaggio il senatore Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Il presidente uscente ha ottenuto il 51,75% dei voti validi, contro il 48,25% del suo avversario, secondo i risultati diffusi dal Tribunale superiore elettorale brasiliano. La vittoria gli assicura un quarto mandato alla guida del Paese, il più grande dell’America Latina.
Il risultato, arrivato nella serata di domenica 25 ottobre, rappresenta una rimonta rispetto al primo turno del 4 ottobre, quando Flávio Bolsonaro aveva ottenuto il 47,03% dei voti, contro il 45,16% di Lula. Per la prima volta nella storia democratica brasiliana, un candidato arrivato secondo al primo turno ha conquistato la presidenza al ballottaggio.
Lula, che ha 80 anni e compirà 81 anni il 27 ottobre, tornerà alla guida del Brasile dopo i due mandati consecutivi del 2003-2011 e quello iniziato nel 2023. Il nuovo mandato comincerà nel gennaio 2027.
La vittoria è stata accolta da manifestazioni di gioia tra i sostenitori del presidente a San Paolo e in altre città brasiliane. Lula ha seguito lo scrutinio nella capitale economica del Paese, dove si sono radunati militanti e rappresentanti del Partito dei lavoratori (Pt).
La campagna elettorale si era svolta in un clima di forte polarizzazione. Lula aveva puntato sui risultati economici e sociali del suo governo, sulla riduzione della povertà e della disoccupazione e sulle misure a sostegno delle fasce meno abbienti. Tra le proposte presentate nelle ultime settimane figuravano l’ampliamento dei benefici sociali e il trasporto pubblico gratuito nei fine settimana.
Flávio Bolsonaro, senatore e candidato del Partito liberale, aveva invece impostato la campagna sulla sicurezza pubblica, sulla riduzione delle imposte e su un programma conservatore in continuità con quello del padre, presidente dal 2019 al 2023.
La competizione ha avuto anche una dimensione internazionale. Il presidente statunitense Donald Trump aveva sostenuto politicamente l’area di Bolsonaro, mentre la campagna di Lula aveva insistito sulla sovranità nazionale e sulla necessità di mantenere una politica estera autonoma.
Il risultato elettorale non elimina le difficoltà che attendono il presidente. Il Congresso uscito dalle elezioni legislative è caratterizzato da una forte presenza conservatrice e potrebbe ostacolare l’attuazione del programma del governo. Tra le questioni aperte figurano il debito pubblico, il costo della vita, l’indebitamento delle famiglie e la crescita economica.
Per Lula si apre così una nuova fase politica, dopo una carriera segnata dal ritorno alla presidenza nel 2022, in seguito alla sconfitta di Jair Bolsonaro, e dalla precedente condanna per corruzione, annullata successivamente dalla magistratura. La vittoria del 25 ottobre gli consente di restare alla guida del Brasile per un quarto mandato, in una fase di profonda divisione politica e sociale del Paese.
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