Almeno quattro persone sono state uccise martedì in una serie di attacchi israeliani nel Libano meridionale, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale libanese Nna.
L’agenzia ha riferito che droni israeliani hanno colpito due veicoli nella località di Mayfadoun e un terzo veicolo nella vicina Shukeen, entrambe nell’area di Nabatieh. Il bilancio provvisorio è di quattro morti e diversi feriti.
Gli attacchi arrivano nonostante il forte calo delle ostilità registrato negli ultimi giorni dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di un accordo con l’Iran per la cessazione del conflitto regionale. Tuttavia, secondo la NNA, le operazioni israeliane nel Libano meridionale hanno già causato almeno cinque vittime da lunedì.
Le nuove incursioni rischiano di alimentare ulteriormente lo scontro diplomatico tra Teheran e Gerusalemme. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha infatti dichiarato martedì che qualsiasi presenza militare israeliana nel Libano meridionale o qualsiasi nuovo attacco contro il territorio libanese dopo l’entrata in vigore dell’intesa tra Stati Uniti e Iran dovrà essere considerato una violazione dell’accordo.
Una posizione respinta da Israele. Già lunedì esponenti del governo avevano chiarito che le forze israeliane resteranno nel Libano meridionale. Il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha sintetizzato la linea di Gerusalemme con una frase destinata a far discutere: «L’accordo di Trump non ci vincola».
Le dichiarazioni confermano la distanza tra le parti: mentre l’Iran sostiene che il ritiro israeliano dal Libano sia parte integrante della fine della guerra, Israele continua a rivendicare la libertà di mantenere truppe sul terreno e di colpire obiettivi legati a Hezbollah quando lo riterrà necessario.
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