Azzerata la difesa di Navalny: tre suoi avvocati sono in carcere e due inseguiti da mandato d'arresto
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Azzerata la difesa di Navalny: tre suoi avvocati sono in carcere e due inseguiti da mandato d'arresto

Con queste parole Olga Mikhailova, che ha difeso Alexei Navalny, ha accolto la notizia del mandato di cattura nei suoi confronti.

Azzerata la difesa di Navalny: tre suoi avvocati sono in carcere e due inseguiti da mandato d'arresto
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15 Febbraio 2024 - 18.56


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“Non ho da dimostrare la mia innocenza per un crimine che non esiste nel mondo civilizzato”. Con queste parole Olga Mikhailova, che ha difeso Alexei Navalny, ha accolto la notizia del mandato di cattura nei suoi confronti. Mandato che resta sulla carta perché la legale dell’oppositore di Putin ha trovato rifugio all’estero quando ha capito che in Russia era praticamente impossibile svolgere il ruolo di difensore all’interno del sistema poliziesco e giudiziario dominante.

E’ stato il tribunale distrettuale Basmanny di Mosca ad emettere il mandato di arresto in contumacia per due avvocati di Alexei Navalny, Olga Mikhailova, appunto, e Alexander Fedulov. La notizia è riportata da Mediazona. Questo avviene mentre Navalny subisce l’ennesima punizione e viene mandato ancora una volta in isolamento in una durissima cella nel duro carcere nel quale è stato trasferito, ai confini dell’impero putiniano.

I due legali sono stati accusati di partecipazione a una “comunità estremista”. Un’accusa simile era stata mossa contro altri tre avvocati del politico dissidente: Vadim Kobzev, Alexei Liptser e Igor Sergunin. Fedulov e Mikhailova, che si trovano all’estero, sono stati inseriti nella lista dei ricercati, Kobzev, Liptser e Sergunin sono in carcere dall’ottobre 2023. Secondo gli investigatori, il politico dissidente comunicava con esponenti del dissenso tramite i suoi legali.

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All’udienza di oggi, l’accusa ha sostenuto che “ci sono motivi sufficienti per credere che Mikhailova sia membro di una comunità estremista e si trovi all’estero, da dove continua le sue attività criminali”. La difesa di Mikhailova ha affermato che le azioni dell’avvocato non andavano oltre l’ambito dei suoi doveri professionali.

Poco prima dell’udienza, la stessa Mikhailova con un post su Facebook ha detto che lei e i suoi colleghi non erano estremisti, ma avvocati. “Nessuno di noi ha mai tollerato o promosso la violenza in nessuna forma – si legge nel post – Nessuna violenza, nessun estremismo”. Ha osservato anche che l’accusa di partecipazione “all’organizzazione estremista di Navalny non ha nulla a che fare con la legge”, è solo una ritorsione politica”. “Sono libera, quindi non vedo alcun motivo per difendermi legalmente da accuse assurde, e dimostrare la mia innocenza per un crimine che non esiste nel mondo civilizzato”, ha detto Mikhailova.

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