Per otto anni erano state al servizio della destra: Tusk azzera agenzia, radio e tv pubbliche
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Per otto anni erano state al servizio della destra: Tusk azzera agenzia, radio e tv pubbliche

In seguito al voto che ha portato al governo lo schieramento democratico guidato da Donald Tusk, la nuova amministrazione polacca ha annunciato il licenziamento dei dirigenti dei media statali.

Per otto anni erano state al servizio della destra: Tusk azzera agenzia, radio e tv pubbliche
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20 Dicembre 2023 - 17.12


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Negli otto anni di governo del partito di destra “Diritto e Giustizia (PiS)” radio, TV e agenzia pubbliche avevano funzionato come portavoce del potere populista. “Reporter senza frontiere” aveva criticato aspramente il sistema informativo polacco, definito completamente succube alla destra al governo.

In seguito al voto che ha portato al governo lo schieramento democratico guidato da Donald Tusk, la nuova amministrazione polacca ha annunciato il licenziamento dei dirigenti dei media statali. I presidenti e i consigli di amministrazione della televisione, della radio e delle agenzie di stampa statali sono stati rimossi con un provvedimento del ministero della Cultura polacco: è necessario ripristinare la loro imparzialità.

I media statali sono accusati di aver riportato i fatti in modo fazioso, diffondendo propaganda e attaccando costantemente l’opposizione. La nuova coalizione di governo, guidata dal primo ministro Donald Tusk, aveva promesso in campagna elettorale di ripristinare un vero servizio pubblico. Martedì è stata adottata una risoluzione che chiede il ripristino dell'”imparzialità e dell’affidabilità dei media pubblici”.

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Tuttavia, il voto non è stato ben accolto dalla nuova opposizione; il PiS ha organizzato un sit-in davanti alla televisione di Stato. Il leader del PiS, Jarosław Kaczyński, ha dichiarato che non c’è democrazia senza pluralismo dei media o forti media antigovernativi e che i media pubblici in Polonia rappresentano questi valori.

Nonostante ciò, le azioni del PiS in passato contro l’opposizione e la limitazione della libertà di espressione, criticati da organizzazioni no-profit e dall’opposizione, sono state dimenticate da Kaczyński e il suo partito nel corso del sit-in. Questa mossa del nuovo governo ha suscitato controversie, con esponenti del PiS che hanno definito il rimpasto dei media statali come “illegale”.

È importante notare che il PiS è stato precedentemente criticato per il controllo dei media indipendenti e per aver trasformato i media statali in strumenti di propaganda governativa, come denunciato da “Reporter senza frontiere” nel 2020.

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