A Varsavia in 500 mila protestano contro il governo reazionario di estrema destra
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A Varsavia in 500 mila protestano contro il governo reazionario di estrema destra

La protesta era diretta contro il governo nazionalista, reazionario e populista attualmente al potere, a pochi mesi dalle elezioni legislative previste per l'autunno.

A Varsavia in 500 mila protestano contro il governo reazionario di estrema destra
Manifestazione dell'opposizione in Polonia
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4 Giugno 2023 - 22.39


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Un’imponente folla di circa mezzo milione di cittadini polacchi, secondo le stime del comune, ha preso parte a una manifestazione nelle strade di Varsavia oggi. La protesta era diretta contro il governo nazionalista, reazionario e populista attualmente al potere, a pochi mesi dalle elezioni legislative previste per l’autunno.

Rappresentanti provenienti da ogni parte della Polonia si sono riuniti, indossando i colori della bandiera nazionale (bianco e rosso), quelli dell’Unione Europea e quelli di Solidarnosc. L’appello a manifestare è stato lanciato da Donald Tusk, leader del principale partito centrista di opposizione, Piattaforma Civica (PO), e ex presidente del Consiglio europeo. I manifestanti hanno protestato contro l’alto costo della vita, le frodi e le menzogne, esprimendo sostegno per la democrazia, elezioni libere e l’Unione Europea.

La marcia di oggi sembra essere la più grande dalla fine del comunismo nel 1989 ed è stata descritta dall’opposizione come “la più grande degli ultimi trent’anni”, paragonabile all’importanza delle proteste degli anni ’80 e alla lotta contro il comunismo dell’epoca. Donald Tusk ha tenuto il suo discorso di fronte a Lech Walesa, leggendario leader di Solidarnosc e premio Nobel per la pace nel 1983, che si è unito all’iniziativa nonostante la sua lunga assenza dalla scena politica. Walesa ha dichiarato di aver pazientemente atteso il giorno in cui il partito nazionalista e il suo leader, Jaroslaw Kaczynski, lasceranno il potere, aggiungendo: “Kaczynski, siamo qui per te. Il giorno è arrivato”.

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Slogan come “Quando è troppo è troppo”, “Non vogliamo una Polonia autoritaria” e “PiS significa alti costi di vita” erano visibili sui cartelli dei manifestanti, che si rivolgevano al partito di maggioranza, Diritto e Giustizia (PiS), al potere da quasi otto anni. La protesta assume un significato particolare in vista delle elezioni parlamentari autunnali, che l’opposizione considera un momento di svolta nella sua lotta verso una possibile vittoria elettorale.

È importante notare che la data della manifestazione coincide con il 34º anniversario delle prime elezioni parzialmente libere in Polonia, quando il movimento di Lech Walesa ottenne un significativo successo, conquistando 160 seggi alla Camera Bassa (il 35% dell’Assemblea) e il 99% dei seggi del Senato.

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