La Moldavia: "In Ucraina un genocidio e la Russia ha un piano per impedirci di entrare nella Ue"
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La Moldavia: "In Ucraina un genocidio e la Russia ha un piano per impedirci di entrare nella Ue"

L'ambasciatore di Moldova in Italia, Anatolie Urecheanu ha definito genocidio la guerra in Ucraina, davanti alla Commissione Esteri italiana durante un'audizione sui recenti sviluppi della situazione in Moldova.

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22 Marzo 2023 - 10.53


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Un paese che vuole sottrarsi dalla cappa nera di Mosca mentre la Russia, direttamente o attraverso i partiti al soldo del Cremlino, stanno facendo di tutto per tenere il paese sotto Russia.

“Genocidio di Stato”. Così l’ambasciatore di Moldova in Italia, Anatolie Urecheanu ha definito la guerra in Ucraina, davanti alla Commissione Esteri italiana durante un’audizione sui recenti sviluppi della situazione in Moldova.

Urecheanu ha denunciato “corruzione, propaganda e infiltrazioni” da parte di Mosca nel suo Paese: “l’obiettivo è il dirottamento del piano europeo della Repubblica di Moldova”.

Poi riferendosi alla guerra in Ucraina ha detto: “il volto reale del regime di Putin ha questo colore rosso-marrone”, con riferimento al sangue versato e al fango rimasto tra le macerie.

“Dopo un anno di guerra in Ucraina, la Moldova è il Paese più colpito” ha dichiarato. “Sfortunatamente la Repubblica di Moldova” è particolarmente vicina al paese colpito dall’invasione russa. “Sottomissione e mantenimento (di Chisinau, ndr) nella sfera di influenza è un obiettivo programmato in anticipo” dalla Russia “mentre la Moldova continua il suo percorso di integrazione europea”.

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“La posizione in merito alla Transnistria rimane immutata”, ha aggiunto il diplomatico in merito alla striscia di terra contesa che Chisinau indica come Unità amministrativa della riva sinistra del Dniester sottoposta a occupazione militare russa. “L’esercito russo staziona illegalmente, deve essere ritirato immediatamente”, ha detto l’ambasciatore.

– Tuttavia più dell’80% delle truppe russe di peacekeeping in Transnistria sono oggi cittadini moldavi – ha sottolineato l’ambasciatore – che non hanno alcun interesse a una guerra. “La disinformazione e la propaganda orchestrata da Mosca esercita una forte pressione sulla resilienza psicologica della popolazione e i falsi allarme bomba, più di 400, sono diventati parte integrante della vita nella Repubblica di Moldova” ha aggiunto. “Una serie di attacchi cibernetici durante l’ultimo anno ha portato al blocco temporaneo dei siti governativi e sono stati piratati i telefoni di diversi funzionari pubblici”.

Nel corso del suo intervento il diplomatico ha più volte ribadito la necessità di una riforma della giustizia nel suo Paese, troppo complessa, e ha chiesto infine rivolgendosi a Giulio Tremonti, presidente della Commissione Esteri della Camera, e agli altri parlamentari “solidarietà”. “La Repubblica è sempre stata parte della civiltà europea ed è naturale per noi integrarci in questi valori”, ha continuato l’ambasciatore, che poi – in merito al deisiderio di adesione Ue entro il 2030 – ha citato la presidente della Moldova Maia Sandu: “Noi non vogliamo più che i nostri cittadini cerchino una vita migliore nell’Ue, ma che l’Ue sia a casa nostra”. Per quanto riguarda una eventuale ambizione Nato, la Moldova che ha nella propria Costituzione la “neutralità”, vede in atto una collaborazione con l’Alleanza, è stato precisato. “Intensificheremo la collaborazione con l’Alleanza Atalntica”, ha annunciato.

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L’ambasciatore che aveva tenuto il suo intervento in italiano, ha proseguito nel botta e risposta in rumeno. “In realtà la lingua moldava non esiste, come non esiste neppure il popolo moldavo: la lingua moldava coincide con la lingua rumena”, ha dichiarato. La questione della lingua è particolarmente calda al momento nel Paese, motivo di protesta per i filorussi. “Le manifestazioni che hanno avuto luogo a Chisinau sono proteste a pagamento: sono soldi messi in gioco affinchè le proteste abbiano luogo”, ha dichiarato, sottolineando che “interpellati dai giornalisti sul motivo per il quale fossero lì, alcuni partecipanti non sapevano neanche spiegare perché”.

Le manifestazioni – contro il carovita – a cui fa riferimento l’ambasciatore moldavo sono state organizzate da un gruppo che si definisce Movimento per il Popolo, ed era sostenuto dal partito populista e filorusso Shor. L’ambasciatore ha inoltre definito l’oligarca filorusso Ilan Shor “un pregiudicato“.

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