L'Ungheria rilancia la propaganda di Putin: "Le sanzioni alla Russia danneggiano solo la Ue"
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L'Ungheria rilancia la propaganda di Putin: "Le sanzioni alla Russia danneggiano solo la Ue"

ll Ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha rilanciato la linea di Budapest contro le sanzioni su cui punta molto la propaganda di Putin

L'Ungheria rilancia la propaganda di Putin: "Le sanzioni alla Russia danneggiano solo la Ue"
Peter Szijjarto e Sergei Lavrov
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6 Marzo 2023 - 10.39


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L’Ungheria di Orban è sempre più il cavallo di Troia di Putin nella Ue, tanto che ormai le dichiarazioni ungheresi vanno di pari passo con la propaganda russa.

Tant’è che ieri il presidente della Duma russa Volodin era partito all’attacco sostenendo che le sanzioni non colpiscono la Russia ma soprattutto l’Europa e oggi Budapest rilancia.

Le soluzioni che l’Europa sta cercando di trovare per risolvere la crisi in Ucraina non funzionano e il conflitto può essere risolto solo attraverso un cessate il fuoco, ha dichiarato il Ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto in un’intervista per il canale televisivo Svt.

“Il primo obiettivo è smettere di uccidere le persone, il che significa un accordo di cessate il fuoco e niente di più”, ha dichiarato.

Secondo Szijjarto, le sanzioni dell’Ue non sono riuscite a fermare il conflitto.

“Abbiamo già introdotto 10 pacchetti di sanzioni; ci hanno avvicinato alla risoluzione del conflitto? No. Ha messo in ginocchio la Russia? No. Ci ha danneggiato? Sì. Penso che le ‘soluzioni’ che abbiamo cercato di trovare in Europa semplicemente non hanno funzionato, perché ci siamo lasciati trasportare troppo dalla mentalità di guerra”, ha osservato.

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Quando gli è stato chiesto perché l’Ungheria non spedisce armi a Kiev, il Ministro degli Esteri ha risposto: “Siamo uno Stato confinante con l’Ucraina e non vogliamo che muoiano altre persone. È per questo che stiamo lavorando per fermarlo. Non spediamo armi, continuiamo a sostenere la pace”.

Parole che hanno trovato – ovviamente – ampia eco nei media russi controllati dal regime di Putin

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