I vescovi britannici contro Bojo: "La deportazione dei richiedenti asilo in Ruanda è immorale e vergognosa"
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I vescovi britannici contro Bojo: "La deportazione dei richiedenti asilo in Ruanda è immorale e vergognosa"

I 25 vescovi e arcivescovi che siedono nella Camera dei Lord del Parlamento britannico lo scrivono in una lettera inviata al quotidiano The Times nel giorno in cui potrebbe partire il primo volo di rifugiati diretto verso Kigali.

I vescovi britannici contro Bojo: "La deportazione dei richiedenti asilo in Ruanda è immorale e vergognosa"
I vescovi britannici protestano contro la deportazione dei richiedenti asilo
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14 Giugno 2022 - 12.50


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Un programma di deportazione xenofobo che fa disonore al Regno Unito e a Bojo; il programma di trasferimento forzato dei richiedenti asilo in Ruanda «è una politica immorale e una vergogna per il Regno Unito come nazione». 

I 25 vescovi e arcivescovi che siedono nella Camera dei Lord del Parlamento britannico lo scrivono in una lettera inviata al quotidiano The Times nel giorno in cui potrebbe partire il primo volo di rifugiati diretto verso Kigali.

I migranti verranno inviati nel Paese africano nell’ambito di un contestato accordo bilaterale per la proiezione esterna della gestione dell’asilo politico delle persone entrate illegalmente nel Regno Unito che Londra ha siglato col Ruanda lo scorso aprile.

Nella loro lettera i religiosi, fra i quali figura anche l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, massima autorità della Chiesa anglicana, scrivono che il provvedimento contraddice «il nostro retaggio cristiano che dovrebbe ispirarci a trattare i richiedenti asilo con compassione, equità e giustizia». Invece i rifugiati Ruanda in questo contesto, «non si sono visti riconosciute le loro richieste di tutela», nonostante molti di loro siano «iraniani, eritrei e sudanesi», ovvero persone provenienti da Paesi che hanno una percentuale di asilo politico riconosciuto «di oltre l’88 per cento».

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Secondo i religiosi, la soluzione per combattere il traffico illegale di migranti non è una misura come quella voluta dal governo di Londra, quanto «creare percorsi sicuri». Nella lettera il Ruanda viene definito «un coraggioso Paese che si sta ancora riprendendo da un disastroso genocidio».

Ieri la giustizia britannica ha respinto l’ultimo di una serie di appelli contro il trasferimento di oggi presentato da alcune organizzazioni. Le numerose azioni legali contro la misura hanno comunque portato il numero di passeggeri del primo volo a sole sette persone, stando a quanto riferisce l’ong Care4Calais.

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