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Ucraina, Timmermans (vice presidente Ue): "Putin non può ricattarci col gas, farebbe male a sé stesso"

"Un embargo petrolifero aiuta, tuttavia non è un colpo risolutivo. Noi dobbiamo evitare di versare soldi nelle tasche di Putin che si finanzia solo con la vendita di combustibili fossili. Questo deve essere l'obiettivo"

Ucraina, Timmermans (vice presidente Ue): "Putin non può ricattarci col gas, farebbe male a sé stesso"

globalist

27 Maggio 2022 - 09.56


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Il vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans ha parlato in una lunga intervista a La Stampa, del rapporto tra Vladimir Putin e l’Ue. Timmermans, ha sottolineato la necessaria risoluzione del nodo legato al gas e all’energia.

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“Non c’è modo in cui Putin possa ricattarci col suo gas. Se taglia le forniture farà molto più male a sé stesso che a chiunque altro. L’embargo energetico per la Russia lo abbiamo proposto nel nostro pacchetto sanzioni. C’è solo un paese che ancora non è d’accordo, l’Ungheria. Il consiglio europeo della prossima settimana sarà importante. Al punto in cui siamo non so dire come andrà a finire, ma spero si possa trovare un’intesa”, ha affermato Timmermans.

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Anche se, aggiunge “non ci sono scorciatoie. Un embargo petrolifero aiuta, tuttavia non è un colpo risolutivo. Noi dobbiamo evitare di versare soldi nelle tasche di Putin che si finanzia solo con la vendita di combustibili fossili. Questo deve essere l’obiettivo”. Per il responsabile dello European green deal, “la via per abbassare i prezzi di luce e riscaldamento è aumentare l’energia dalle fonti rinnovabili, che sono molto meno care dei combustibili fossili. E la prima cosa che possiamo fare è ridurre i consumi, come indica il piano europeo RepowerEu”. “I piccoli passi individuali fatti da 450 milioni di individui – ha spiegato – possono significare molto”.

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“Se tutti riducessero la temperatura a casa di un grado si avrebbe una diminuzione di 10 miliardi di metri cubi nella domanda di gas russo. Se raddoppiassimo lo sforzo per rifare le case, avremmo altri 20 miliardi di risparmi. Sarebbero 30 miliardi su 150 del flusso attuale proveniente dalla Federazione. Tutti soldi che non andrebbero nelle mani di Putin, che ne ha davvero bisogno, bensì nelle tasche dei cittadini e delle imprese europee”.

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