Guerra in Ucraina, Gentiloni: "Ora autonomia Ue nel campo della difesa e dell'energia"
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Guerra in Ucraina, Gentiloni: "Ora autonomia Ue nel campo della difesa e dell'energia"

Il commissarie Ue all'Economia Paolo Gentiloni: "Il 24 febbraio, la data dell'invasione russa dell'Ucraina, ha cambiato il corso della Storia e ci pone a un bivio

Guerra in Ucraina, Gentiloni: "Ora autonomia Ue nel campo della difesa e dell'energia"
Paolo Gentiloni
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20 Marzo 2022 - 10.48


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Guerra in Ucraina, quali insegnamenti trarne? L’Europa è «partita bene in questa nuova stagione dando prova di unità, rapidità e sintonia transatlantica». Ora «la parola chiave è autonomia. Autonomia nel campo della difesa e dell’energia» e «anche nelle filiere produttive». 

Ad affermarlo è il commissarie Ue all’Economia Paolo Gentiloni. Per l’ex premier italiano il 24 febbraio, la data dell’invasione russa dell’Ucraina, ha «cambiato il corso della Storia» e «ci pone a un bivio». 

«Non c’è dubbio che occorra passare a una globalizzazione sicura», afferma. «L’Europa – secondo Gentiloni – deve crescere, essere più autonoma nella difesa e nelle politiche industriali, ma anche nelle forniture energetiche». Sul piano della sicurezza, dice, «non possiamo più continuare delegando la nostra difesa alla garanzia Usa».

Di fronte alla crisi ucraina, «se agiamo coordinati con strumenti giusti, evitando strette premature e pericolose, ma anche eccessi di spesa corrente non necessaria – sostiene il commissario – possiamo salvare un discreto livello di crescita». 

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Gentiloni non crede «che siamo condannati alla stagnazione o alla recessione». «Avremo una riduzione di crescita, ma non è inevitabile che si arrivi a zero o a tassi negativi – dice – Abbiamo i fondamentali giusti per evitare la stagnazione in Europa», assicura. Il commissario è poi convinto che un default di Mosca non avrebbe un impatto significativo sull’economia europea e italiana. 

«La Russia rappresenta appena il 5% del commercio europeo – ricorda – Un impatto economico c’è anche per noi. Ma non dobbiamo ingigantirne le conseguenze». E sulle minacce di «conseguenze irreversibili» per l’Italia dice: «Non vanno prese sul serio».

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