L’ex procuratore della Crimea Viktor Schemchuk, politico ucraino di lungo corso e professore universitario a Leopoli, ha fatto sapere che attraverso la città sono state evacuate tantissime persone: “Nelle ultime due settimane, oltre 1,2 milioni di rifugiati sono stati evacuati verso l’Unione europea via Leopoli, per lo più donne, bambini e anziani. La maggior parte di loro sono andati in Polonia”, ha raccontato Schemchuk, arrivato ieri sera nel capoluogo dell’oblast omonima, dopo un viaggio iniziato qualche giorno prima da Kiev. La città dell’Ucraina occidentale, vicina al confine polacco, “ora è diventata un centro di evacuazione dei rifugiati e un enorme hub logistico, perché da lì transitano tutti gli aiuti umanitari dell’Unione europea, diretti in Ucraina orientale”, spiega Schemchuk.
A Leopoli, aggiunge, “sono rifugiate 200.000 persone, a cui le autorità locali e i volontari forniscono cibo e riparo. Tutti i locali possibili vengono utilizzati per queste esigenze: scuole, impianti sportivi, università, caffè e ristoranti, persino i locali del municipio stesso”.
La città per molti è solo punto di transito prima di raggiungere i Paesi dell’Unione europea. “Verso il confine con l’Ue – dice l’ex procuratore – c’è un flusso costante di veicoli con profughi, che vengono accolti da camion con aiuti umanitari. E alla stazione ferroviaria di Leopoli arrivano ogni 20/30 minuti i treni con i rifugiati provenienti dall’Ucraina orientale e centrale. Qui cambiano treno in direzione dell’Unione europea. Alla stazione vengono forniti loro cibo e bevande calde e psicologi e volontari sono a disposizione dei rifugiati”. Schemchuk parla di “traffico piuttosto intenso nella regione», ma sottolinea anche che «non c’è panico e caos: c’è un senso di ordine, organizzazione e interazione di tutti i servizi”.