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La rappresaglia di Lukashenko prodotti alimentari made in Italy e di altri stati

che il divieto d'ingresso scatta a partire dall'1 gennaio 2022 contro una serie di prodotti provenienti dall'Italia assieme agli altri Stati dell'Unione europea più Usa, Canada e altri.

La rappresaglia di Lukashenko prodotti alimentari made in Italy  e di altri stati
Il presidente della Bielorussia Lukashenko

globalist

12 Dicembre 2021 - 15.53


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Un tiranno che fa il duro in patria mentre è un soldatino al guinzaglio di Putin che lo usa per avere uno stato satellite a sua protezione che gli faccia da cuscinetto con l’Unione europea.

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Alexander Lukashenko mette l’embargo sui prodotti alimentari made in Italy dopo le sanzioni decise dall’Unione europea nei confronti della Bielorussia a causa del comportamento nei confronti dei migranti attirati da Paesi terzi ai confini con la Polonia, la Lituania e la Lettonia. 

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Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che il divieto d’ingresso scatta a partire dall’1 gennaio 2022 contro una serie di prodotti provenienti dall’Italia assieme agli altri Stati dell’Unione europea, Usa, Canada, Norvegia, Albania, Islanda, Macedonia del Nord, Regno Unito e Irlanda del Nord, Montenegro e Svizzera.

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Minsk espanderà la lista dei prodotti proibiti
 La lista delle merci made in Italy soggette ad embargo include – spiega Coldiretti – carni suine, bovine, una serie di sottoprodotti, insaccati, carne in salamoia, carne essiccata o affumicata, farina alimentare da carne o sottoprodotti della carne, latte e prodotti lattiero-caseari (con alcune eccezioni), verdure, frutta e noci, grassi e altri oli animali, salsicce e prodotti simili, dolciumi, sale e altre merci. Ma il governo bielorusso ha già annunciato – precisa la Coldiretti – l’intenzione di espandere la lista delle merci proibite nel caso siano intraprese “azioni più distruttive” contro il Paese. Approvato anche un regolamento sulle quote per l’importazione di alcuni tipi di merci.


 
Coldiretti: decisione mette a rischio export italiano
“Si tratta – denuncia Coldiretti – di una decisione che mette a rischio le esportazioni di cibo italiano in Bielorussia, che nel 2021 raggiungeranno un valore complessivo di 38 milioni di euro, secondo una proiezione su dati Istat, con un aumento del 23% nei primi otto mesi dell’anno rispetto a dodici mesi prima. Ma a preoccupare è anche l’annuncio di Lukashenko di voler prendere misure per equilibrare il mercato dei consumatori, anche soddisfacendo la domanda con prodotti di fabbricazione bielorussa.

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Mossa potrebbe aumentare la produzione di falso made in Italy Una mossa che rischia di moltiplicare la produzione di falso made in Italy in un Paese che è già tra i più attivi “taroccatori” delle nostre specialità, dalla scamorza alla mozzarella, dalla provoletta fino al mascarpone, tanto da essere diventato tra i principali fornitori del mercato russo proprio dopo la scomparsa dei veri prodotti tricolori in seguito all’embargo scattato il 7 agosto 2014 con decreto del presidente Vladimir Putin e più volte rinnovato come ritorsione alla decisione dell’Unione europea di applicare sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina”.

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