Lamorgese: "In arrivo 1.200 rifugiati afghani attraverso corridoi umanitari"
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Lamorgese: "In arrivo 1.200 rifugiati afghani attraverso corridoi umanitari"

"L'auspicio è che il numero degli afghani destinati ad arrivare nel nostro Paese attarverso questa iniziativa aumenti fino a 2 mila" ha affermato la ministra Lamorgese

Corridoi umanitari, Afghanistan
Corridoi umanitari, Afghanistan
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5 Novembre 2021 - 14.24


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Sono milleduecento gli afghani bisognosi di protezione internazionale che arriveranno in Italia attraverso corridoi umanitari dedicati.
Lo prevede il protocollo d’intesa sottoscritto oggi al Viminale alla presenza del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, dai rappresentanti del ministero degli Esteri, della Conferenza episcopale italiana, della Comunita’ di Sant’Egidio, della Federazione delle Chiese Evangeliche, della Tavola Valdese, dell’Associazione ricreativa e culturale italiana (Arci), dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) e dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr).
“L’auspicio – ha sottolineato la titolare del Viminale – è che il numero degli afghani destinati ad arrivare nel nostro Paese attarverso questa iniziativa aumenti fino a 2 mila”. Il documento – sintesi di un lavoro coordinato dal dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero – si propone in particcolare di “aprire un canale di ingresso legale per cittadini afghani provenienti da Pakistan e Iran, ed eventuali altri Paesi di primo asilo o Paesi di transito”.
Lamorgese ha sottolineato come sia possibile realizzare operazioni complesse di accoglienza come quelle previste nel protocollo “grazie a un approccio sinergico tra molteplici attori del pubblico e del privato che lavorano in squadra”.
“L’Italia è un Paese accogliente – ha spiegato la titolare del Viminale – come tra l’altro dimostra l’aumento dei posti nella rete Sai che, anche con l’impegno del ministero dell’Interno, garantisce un percorso di integrazione per le persone inserite nel sistema. I flussi migratori che interessano il nostro continente tuttavia necessitano di una maggiore redistribuzione e di condivisione di responsabilità come principio comune dell’Unione europea”.
Il capo del dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, Michele di Bari, ha ricordato che si faranno carico dell’accoglienza, nel dettaglio, la Caritas per 300 persone, la Comunità S. Egidio per 200, la Tavola Valdese per 200, l’Arci per 100, il ministero dell’Interno per i restanti 400, oltre alle spese del trasporto aereo.

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