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A Orban non piace la lotta alla corruzione: la Ue blocca il Pnrr

Il piano di Budapest avrebbe dovuto essere approvato oggi ma ci sono criticità

Viktor Orban
Viktor Orban

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12 Luglio 2021 - 16.19


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Estremisti di destra e sovranisti si conoscono molto bene: sono molto attenti quando c’è da negare diritti civili o quando di parla di migranti.
Poi quando si parla di giustizia e lotta alla corruzione d’improvviso diventano molto distratti.
Tra la Commissione Europea e l’Ungheria “continuano le discussioni” sul piano nazionale di ripresa e di resilienza di Budapest.
Lo ha detto il portavoce capo della Commissione Eric Mamer, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.
Il piano nazionale dell’Ungheria, presentato il 12 maggio, avrebbe dovuto essere approvato entro oggi, ma ci sono criticità legate alle insufficienti garanzie sul fronte della lotta alla corruzione, assai diffusa nel Paese governato da Viktor Orban, primo ministro ininterrottamente dal 2010 (lo era stato anche tra il 1998 e il 2002). Secondo Transparency International, una Ong che elabora un indice della corruzione, Budapest è 69esima, su 180 Paesi, per livello di corruzione (la meno corrotta è la Nuova Zelanda, prima in classifica), piazzandosi ultima, insieme a Romania e Bulgaria, tra i Paesi Ue.
“Continuiamo l’esame del piano – spiega la portavoce Arianna Podestà – e stiamo analizzando le risposte fornite dall’Ungheria” alle richieste di chiarimento inviate dalla Commissione. “Se dovessero occorrere settimane, invece di giorni”, allora si procederà ad un allungamento formale del periodo di esame del piano, conclude. Per ora “non ci sono scadenze fissate” per il periodo di esame del piano, specifica Mamer.
Il rinvio, che dovrebbe essere concordato con l’Ungheria, potrebbe essere di “due mesi”, aggiunge Podestà.
“Esaminiamo i piani – continua – sulla base degli undici criteri previsti dal regolamento sulla Recovery and Resilience Facility, che prevedono tra l’altro che il piano affronti le criticità individuate nelle raccomandazioni specifiche per Paese”, che per l’Ungheria da tempo consigliano al Paese di combattere e prevenire la corruzione. Il dialogo con Budapest “continua” e la Commissione “considera il piano nel suo insieme”, conclude Mamer.

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