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L'Oms sulla Cina e le origini del Covid: "Non abbiamo il potere di costringere nessuno"

Mike Ryan, capo delle operazioni di emergenza dell'Organizzazione mondiale della sanità: "Puntiamo sulla cooperazione"

Mike Ryan, Oms
Mike Ryan, Oms

globalist Modifica articolo

7 Giugno 2021 - 17.47


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L’Oms si difende dagli attacchi subiti in questi mesi, il primo fra tutti quello di essere stato influenzato dalla Cina nella gestione e nella comunicazione durante la pandemia da Sars- coV 2.
“L’Organizzazione mondiale della sanità non ha il potere di costringere nessuno. Non ha il potere di indagare e introdursi in un Paese senza la sua espressa autorizzazione. Noi lavoriamo attraverso la cooperazione e il consenso e funziona da 70 anni. Continueremo a lavorare con tutte le parti specialmente nel caso delle origini di Covid” e delle indagini al riguardo. “È molto, molto importante che il mondo capisca quali sono state le origini di Sars-CoV-2, per il presente e per il futuro in termini di prevenzione di ulteriori pandemie. Non è un compito facile e continueremo nella seconda fase a proporre gli studi necessari per portare la nostra comprensione e conoscenza al livello successivo. Ci aspettiamo piena cooperazione, input e il supporto di tutti i nostri Stati membri in questo tentativo”. Sono le parole di Mike Ryan, capo delle operazioni di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Rispondendo in conferenza stampa a una domanda su come si può indurre la Cina ad essere trasparente e dare più informazioni su quanto accaduto agli inizi della pandemia, in particolare in riferimento a eventuali fatti legati all’Istituto di virologia di Wuhan, Ryan ha replicato che L’Oms non può obbligare nessuno, può agire solo attraverso la cooperazione internazionale. “Questa è la base su cui l’organizzazione è stabilita nella sua costituzione. È un’organizzazione di Stati membri e 194 Stati membri hanno concordato sulle regole. Così da questo punto di vista l’Oms non ha poteri” coercitivi. “La cooperazione e il consenso hanno funzionato molto bene per esempio nell’eradicazione di polio e vaiolo e nell’affrontare diverse epidemie ed emergenze”. In genere “riceviamo notevole cooperazione dalla vasta maggioranza dei Paesi” riguardo al “coinvolgimento nelle indagini sulle epidemie”. Non sempre è facile determinare le origini di un virus, ha puntualizzato Ryan. “Per molte altre malattie ci sono voluti anni di studi”.

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