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Allerta per le violenze dei suprematisti bianchi a 100 anni dal massacro di Tulsa

Il 31 maggio del 1921 una folla di bianchi assalto il quartiere della comunità nera e 300 persone furono linciate. Ora si teme che le celbrazioni per commemorare i morti diventino terreno di scontro

Suprematisti bianchi negli Usa
Suprematisti bianchi negli Usa

globalist Modifica articolo

29 Maggio 2021 - 09.35


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Fascisti e razzisti sul piede di guerra in un paese nel quale Trump ha esacerbato gli animi: il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti ha diramato un bollettino di allerta in Oklahoma, dove si teme un’ondata di violenza razziale e l’azione dei suprematisti bianchi in occasione del centenario del massacro di Tulsa. 
“Riteniamo che gli imminenti eventi di commemorazione associati al 100esimo anniversario del massacro a Tulsa in Oklahoma sono probabilmente obiettivi per alcuni estremisti bianchi violenti”, si legge in una nota del Dipartimento diffusa dalla Nbc. Sono in programma diversi eventi per commemorare il massacro e il primo giugno è atteso a Tulsa il presidente americano Joe Biden.
Le agenzie di sicurezza prevedono che circa 15mila persone parteciperanno per lo più a feste all’aperto durante il fine settimana. La polizia di Tulsa si è detta pronta a intervenire per disperdere raduni non autorizzati e a chiesto aiuto alla popolazione per segnalare eventi sospetti. “Se qualcuno vede qualcosa di sospetto, in tutta la nostra città, segnalatelo”, ha detto il capo della polizia di Tulsa Wendell Franklin in una conferenza stampa, aggiungendo che ”siamo qui per tutelare la sicurezza di ognuno”.
La sera del 31 maggio del 1921 e per tutto il pomeriggio del primo giugno, una folla violenta di centinaia di bianchi attaccò il distretto di Greenwood di Tulsa, noto come Black Wall Street per la sua comunità nera, bruciando le imprese e le case. Furono uccisi circa 300 neri di Tulsa.

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