L’arresto dell’oppositore politico Roman Protasevich avvenuto in Bielorussia è un atto che mina la libertà di espressione e mette a tacere chi crede che la democrazia sia un valore scontato.
Il presidente bielorusso Lukashenko spedisce al mittente tutte le (giuste) calunnie: “Gli attacchi alla Bielorussia da parte dei nemici all’esterno e all’interno del Paese hanno oltrepassato la linea rossa, oltrepassando i confini del buonsenso e della moralità umana”.
“Non è più solo una guerra di informazione, è una moderna guerra ibrida e dobbiamo fare di tutto per evitare che diventi un conflitto caldo” ha detto Lukashenko minacciando allentamenti da parte della Bielorussia sui controlli dei migranti alle frontiere e sul traffico di droga diretto in Occidente.
“Stavamo fermando i migranti e la droga, ora li fermerete voi stessi”, ha dichiarato.
Il presidente bielorusso ha detto di aver “agito legalmente, proteggendo le persone, in conformità con tutte le norme internazionali”, dopo un allarme bomba. Lukashenko ha inoltre bollato come una “bugia assoluta” che un jet militare abbia forzato l’atterraggio del volo commerciale.
Secondo l’agenzia di stampa televisiva bielorussa, la notifica dell’allarme bomba è arrivata dalla Svizzera e la minaccia proveniva dalla fazione palestinese di Hamas. Versione smentita dai palestinesi.
L’Occidente è passato “dall’organizzazione delle rivolte” alla fase dello “strangolamento” ha detto ancora Lukashenko.
“La ricerca di nuove vulnerabilità è in corso e questo non è solo diretto contro di noi: siamo un terreno di prova, un sito sperimentale prima di muovere verso est”, dice Lukashenko intendendo la Russia. “Dopo aver testato noi, andranno lì”, dichiara.
La leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya è intervenuta alla commissione Affari esteri del Parlamento europeo.
“La reazione della comunità
internazionale non si limiti al caso Ryanair ma affronti la questione bielorussa nella sua interezza. Lukashenko sta trasformando la Bielorussia nella Corea del Nord dell’Europa, il regime è ormai fuori controllo”.
Tikhanovskaya ha chiesto all’Ue di proseguire nella politica di non riconoscere Aleksandr Lukashenko come legittimo presidente della Bielorussia e di approvare un nuovo pacchetto di sanzioni al più presto. La leader bielorussa si è poi rivolta agli Stati membri chiedendo di “creare gruppi di amici della Bielorussia nei parlamenti nazionali e garantire che siano evitate linee di credito e investimenti in Bielorussia e che siano bloccate le esportazioni da e verso la Bielorussia”.