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Nonostante i divieti, il Festival di Yulin non si ferma: centinaia i cani macellati

L'associazione americana Humane Society International, che si batte per la tutela degli animali, stima che sono in tutto 10 milioni i cani abbattuti ogni anno in Cina per la carne. 

Cuccioli in gabbia
Cuccioli in gabbia

globalist Modifica articolo

21 Giugno 2020 - 16.45


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Nonostante la Cina abbia ufficialmente vietato la vendita di cani e gatti a scopi alimentari, il Festival di Yulin, che da ormai dieci anni indigna tutto il mondo, si è tenuto lo stesso e le immagini che arrivano sono raccapriccianti. 
Purtroppo, anche le tradizioni più barbare sono dure a morire: cuccioli di cane e gatto sono stati picchiati a morte o bolliti vivi per essere poi mangiati, anche se quest’anno, a causa dei divieti, il Festival si è spostato in periferia, concentrandosi nella zona di Nanchao. Il noto mercato Dongkou, che è sempre stato l’epicentro dell’attivtà commerciale, risulta invece relativamente vuoto.

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L’associazione americana Humane Society International, che si batte per la tutela degli animali, stima che sono in tutto 10 milioni i cani abbattuti ogni anno in Cina per la carne.  È assai difficile che il commercio di Yulin cessi del tutto dall’oggi al domani, però dei segnali di cambiamento ci sono. Ad esempio, le città di Shenzhen e Zhuhai sono state le prime a vietare la carne di cane. E l’aver dichiarato cani e gatti animali da compagnia potrebbe far sì che altre città seguano l’esempio.

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Poco prima dall’apertura del festival cinese della carne di cane, che si apre con il solstizio d’estate, sono stati salvati 10 cuccioli destinati alla vendita in un mercato alle porte di Yulin. E’ quanto rende noto Humane Society International sul suo profilo Instagram.

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