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I sovranisti si scatenano per l'Inno cantato dal 'nero' Sylvestre: "Una buffonata da radical chic"

Non si sono trattenuti: su twitter quel minuscolo errore è diventato un insulto alla patria e alla nazione

Sergio Sylvestre
Sergio Sylvestre

globalist Modifica articolo

17 Giugno 2020 - 20.23


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Cantava l’Inno di Mameli in una lingua non sua, in uno stadio vuoto. Un momento emozionante per chiunque, e l’emozione è sempre dietro l’angolo. Sergio Sylvestre ha fermato la voce per 3 secondi netti, ma tanto sono bastati per far scoppiare la bolla nazionalista, che già fremeva dato che si era osato affidare l’Inno italiano a un nero. Il massimo del buonismo radical chic. 
Non si sono trattenuti: su twitter quel minuscolo errore è diventato un insulto alla patria e alla nazione, così come il gesto di Sylvestre (un pugno in aria, simbolo delle proteste antirazziste americane di queste settimane) è diventato una buffonata. Poteva essere un momento emozionante, ma non sono riusciti a tenere lontano l’odio da quegli spalti vuoti. 

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