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Trump firma l'ordine esecutivo contro i social: scoppia la polemica negli Usa

Nella bozza infatti si suggerisce che le piattaforme come Facebook, Twitter e YouTube possano essere considerate come degli editori ed essere quindi legalmente responsabili per i contenuti pubblicati sui loro siti.

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globalist

29 Maggio 2020 - 07.05


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Secondo quanto anticipato, l’ordine darà mandato ad un’agenzia del dipartimento del Commercio di presentare un ricorso alla Federal Communications Commission per chiarire la portata della sezione 230 della legge del 1996. Nella bozza infatti si suggerisce che le piattaforme come Facebook, Twitter e YouTube possano essere considerate come degli editori ed essere quindi legalmente responsabili per i contenuti pubblicati sui loro siti. La commissione federale per le comunicazioni, che è controllata dai repubblicani, potrebbe in linea di principio rifiutarsi di condurre questa revisione. I democratici sono già sul piede di guerra.

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“Questo non funziona, i social media possono far arrabbiare – ha dichiarato uno dei commissari dem, Jennifer Rosenworcel, ma un ordine esecutivo che trasformerebbe la commissione nella polizia di espressione del presidente non è la risposta”. Nell’ordine esecutivo si incoraggia anche la Federal Trade Commission, la commissione federale per il commercio, di valutare le denunce di parzialità politica rivolte da singoli cittadini ai social media per stabilire se costituiscano “pratiche commerciale ingiuste o ingannevoli”. Lo scorso anno la Casa Bianca, che da tempo accusa i social media di avere pregiudizi contro i conservatori, ha creato un sito online per riportare queste denunce.

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