Oliviero Diliberto: "A Wuhan è tutto pulito, è più facile ammalarsi a Roma"

"La città è infinitamente più pulita della nostra Capitale" dice l'ex leader del Pdci a Libero: "I cinesi si risolleveranno"

Diliberto

Diliberto

globalist 30 gennaio 2020

Oliviero Diliberto è di casa a Wuhan, città focolaio del coronavirus, perché insegna diritto romano all’università. In questi giorni è a Roma, ma non vede l’ora di poter tornare lì: ”È una città infinitamente più pulita della nostra Capitale” premette in un’intervista a Libero l’ex leader del Pdci ed ex ministro della Giustizia, “manco da novembre e sarei dovuto tornare ai primi di febbraio” spiega, “ma non mi fanno partire”.


Diliberto ha solo belle parole per la città di Wuhan.



″È una città giovane, vivace, interessante. Su 11 milioni di abitanti, un milione sono ragazzi che arrivano anche da lontano per frequentare i corsi in una delle 200 università della metropoli. È attraversata dal Fiume Azzurro e bagnata da 80 laghi. Proprio davanti al campus della mia università c’è lo stadio dove si allena la squadra di calcio della città, il Wuhan Zall, il cui allenatore è stato Ciro Ferrara. C’è fermento”.



Oggi le foto consegnano l’immagine di una città spettrale, deserta, perché isolata. Diliberto vuole allontanare ogni psicosi da coronavirus.



“Criminalizzare le usanze di questo popolo è sbagliato e il livello di igiene a Wuhan è altissimo”... “Vivo una settimana a Wuhan ogni tre mesi e possono mettere la mano sul fuoco in quanto al grado di pulizia della città. Che supera di gran lunga quello di Roma dove, qui sì, gli animali fanno ormai parte del contesto urbano. Ci sono topi, gabbiani, cinghiali, maiali: tutta una fauna che pascola perché i rifiuti non vengono raccolti e ne va della salute”... “La situazione è drammatica, sotto gli occhi di tutti, altro che Cina”. 



L’ex ministro è sicuro della resilienza e della reazione dei cinesi.



“Sono di un’efficienza estrema, hanno costruito in sei giorni un ospedale da mille posti, stanno prendendo tutte le misure necessarie per fronteggiare l’emergenza. Sono certo che sapranno risollevarsi più forti di prima”