Sassoli critica Corbyn dopo la sconfitta: "Inutile tenere la testa rivolta all'indietro

Il presidente del Parlamento europeo parla anche di Brexit: ""Agli amici di Londra consiglio di continuare a guardare verso l'Europa e non solo a Ovest.".

Il presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli

Il presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli

globalist 14 dicembre 2019

Ora che il Labour di Corbyn ha perso (però bisognerebbe vedere il dato elettorale in termini percentuali e voti assoluti più che di soli seggi, visto il maggioritario secco del sistema britannico) tanti tra renziano e riformisti si sono scatenati contro la sinistra-sinistra che è la causa della sconfitta.

Dimenticando che in Italia la sinistra-destra (o liberista) di Renzi ha portato il Pd al 18,7% e alla sconfitta del partito in tutte le periferie e in quelle che erano le regioni e le città rosse.
Ma di questo non se ne parla.
Sassoli si è iscritto alla prima lettura: "La Brexit è una ferita ma l'esito delle elezioni porta ad un'uscita ordinata del Regno Unito scongiurando il no deal e mettendo fine a tre anni di confusione ed incertezza". 
Lo dice David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, a 'la Repubblica'. "Noto con piacere -sottolinea- che la Commissione europea ha confermato Michel Barnier a capo negoziatore Ue: con lui siamo in ottime mani". E aggiunge: "Agli amici di Londra consiglio di continuare a guardare verso l'Europa e non solo a Ovest. Anche gli Stati Uniti difenderanno i loro interessi e anche le legittime promesse di Trump dovranno passare al vaglio del Congresso. Non vorremmo che i britannici restassero in mezzo all'Atlantico".
Cosa impara la sinistra italiana dalla disfatta del modello radicale di Corbyn? "Che è inutile tenere la testa rivolta all'indietro. La crisi dei Laburisti è la crisi di un modo di guardare il mondo".



Però, dimentica, la sconfitta del Labour nelle zone tradionalmente rosse deriva anche dalla variabile Brexit, che come è noto vedeva gran parte dell'elettorato delle zone operaie favorevole.


Che effetto le fanno le lodi di Salvini a Johnson? "Di uno che guarda indietro, al passato, che ripropone una centralità delle nazioni astratta e ormai svanita. Trump, Johnson e Salvini sono il passato. Se agli imprenditori del Nord Italia proponi un'Europa con dazi e frontiere vediamo cosa rispondono. I nostri paesi li salviamo solo con un'Europa più forte".
Oggi tocca alle Sardine a Roma. "È un movimento che mi ha fatto pensare che i giovani hanno preso sul serio quanto detto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell'ultimo messaggio di fine anno, quando ha ricordato che 'ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese', che tante cose ci uniscono e battersi per le proprie idee 'significa rifiutare l'astio, l'insulto, l'intolleranza'. I giovani sentono il profumo della primavera, cerchiamo di non tradirli".