Una iniziativa molto interessante. Mentre Trump (e i suoi emuli nel mondo) cercano di aumentare il numero delle armi in circolazione, in Oceania si fa il contrario.
Giro di vite sulle armi in Nuova Zelanda, dopo l’attentato nelle moschee di Christchurch che ha causato la morte di 51 persone. Il governo, un mese dopo l’attacco, ha vietato le armi più pericolose, molto diffuse nel Paese.
E ora con una legge ha stanziato 127 milioni di euro per risarcire tutti i cittadini obbligati a riconsegnare alle autorità le loro armi semiautomatiche. Il programma per la restituzione e il riacquisto è stato lanciato giovedì.
L’annuncio del piano del governo è stato dato in una dichiarazione congiunta dal ministro delle Finanze Grant Robertson e il ministro della polizia Stuart Nash. Le forze dell’ordine stimano che saranno circa 14.300 le armi semiautomatiche che saranno coperte dalla nuova legislazione.
Come scrive “Il Giornale”, quasi 700 armi erano state riconsegnate prima della riforma e 5mila erano state registrate per la raccolta. I cittadini potranno riscattare le loro armi entro il 20 dicembre, dopodiché chi sarà trovato in possesso di un’arma bandita rischierà fino a cinque anni di carcere.
La Nuova Zelanda stanzia 127 milioni per pagare le armi fatte riconsegnare dai cittadini
Dopo la strage di Christichurch c'è stato un giro di vite sulle armi ed è scattato il divieto di detenzione per molti
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21 Giugno 2019 - 08.27
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