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Gli estremisti di destra si frantumano: dopo Orban anche Kaczynski dice no a Salvini

Oltre al leader ungherese e a Farage arriva la defezione dei polacchi del Pis. Motivo: sono anti-russi e vedono troppa compiacenze ferso Putin soprattutto da Le Pen e Afd

Salvini e Jaroslaw Kaczynski
Salvini e Jaroslaw Kaczynski

globalist

5 Giugno 2019 - 14.30


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Estremisti di destra che, come tutti gli estremisti di destra, poi si fanno la guerra tra di loro nel nome del nazionalismo, della prepotenza e dell’egoismo che sono i valori della destra, soprattutto la più estrema.
Inoltre ci sono estremisti di destra putiniani e filo-Russi e altri estremisti di destra anti-russi, magari più legati agli estremisti di destra dell’Ucraina.
Così mentre l’amico Orban non aiuta il ministro dell’Interno e suo sodale politico Salvini a prendere una quota di migranti, adesso il partito nazionalista polacco del Diritto e della Giustizia (PiS), attualmente al governo, ha confermato di non voler aderire all’alleanza di estrema destra in seno al nuovo Europarlamento, a causa di gravi disaccordi in particolare per quel che riguarda i rapporti con la Russia.
Come ricorda l’Agence France Presse, per il movimento dell’Alleanza europea dei popoli e delle nazioni” preconizzato da Matteo Salvini si tratta della seconda importante defezione dopo quella dell’ungherese Fidesz del premier Viktor Orban.
Il leader del PiS, Jaroslaw Kaczynski, ha sottolineato in un’intervista radiofonica come il problema con Salvini sia “il voler creare un nuovo gruppo con delle formazioni che consideriamo inaccettabili sotto qualsiasi circostanza”, fra cui il Rassemblement national (RN) di Marine Le Pen e la tedesca Alternative fur Deutschland (AfD), entrambe in buoni rapporti con Mosca.
Il PiS, che ha conquistato 26 sui 51 seggi europei della Polonia, dovrebbe quindi restare nel gruppo dei Conservatori e riformisti europei (Cre).

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