Affluenza alle urne dimezzata alle elezioni di ieri in Ucraina che è stata appena oltre il 50% degli aventi diritto: esattamente il 52,42%. La diserzione è stata massiccia quasi ovunque nelle regioni del sud-est russofono, anche in quelle non presidiate dai ribelli e dove quindi si è potuto votare senza particolari ostacoli. Buona viceversa la partecipazione a ovest: fino al 70% nella regione di Leopoli, roccaforte nazionalista e ‘anti-russa’.
Dai dati emerge che il Fronte popolare di Arseny Yatsenyuk supera di misura il Blocco Poroshenko: dallo scrutinio del 35,17% delle schede, il partito dell’ex premier è al 21,6% mentre quello del presidente è al 21,51%. Il Fronte popolare non si fida degli accordi di Minsk per una tregua nell’est concordati da Poroshenko con il presidente russo Vladimir Putin. A Kiev, il primo partito è Samopovich del sindaco di Leopoli Andrii Sadovy, con il 27% dei voti.
Sempre secondo i risultati parziali, il partito di destra Svoboda non è riuscito per lo 0,36% a superare lo sbarramento. Il Blocco di opposizone di Yurii Boiko, il partito in cui è confluito parte del partito delle regioni, ha conquistato il 9,62% dei voti, malgrado non sia stato possibile votare in 27 circoscrizioni nell’est (12 in Crimea e 15 nel Donbass).
Mosca riconosce le elezioni legislative. La Russia riconosce le elezioni politiche di ieri in Ucraina. “Aspettiamo i risultati ufficiali – ha spiegato il vice ministro degli Esteri russo, Grigori Karasin -, ma già ora è chiaro che nonostante la campagna elettorale dura e sporca, le elezioni sono valide”.