“Il comportamento della Russia in Ucraina non può restare senza conseguenze”: è questa la sintesi del colloquio telefonico avuto ieri tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il Cancelliere tedesco Angela Merkel in un colloquio telefonico. La Merkel, come ha reso noto il governo tedesco, ha confermato che la crisi sarà all’ordine del giorno del Consiglio europeo in programma sabato a Bruxelles, evocando l’ipotesi di nuove sanzioni europee contro Mosca, ma ribadendo la necessità di una soluzione pacifica al conflitto.
Il presidente americano Barack Obama, invece, si è presentato nella briefing room della Casa Bianca per rispondere alle domande dei giornalisti. Obama, durante il dibattito, non ha mai usato la parola “invasione”, ma ha attaccato, con parole dure e inequivocabili il governo di Mosca, dopo che le truppe russe sono entrate all’interno dei confini ucraini: “Se ci fosse ancora qualche dubbio adesso gli Stati Uniti sanno per certo che c’è la Russia dietro il conflitto in Ucraina. È la Russia responsabile. I separatisti sono aiutati dai russi, sono addestrati dai russi, sono finanziati dai russi”, ha dichiarato il presidente.
Obama si è poi soffermato sulle sanzioni adottate dagli Stati occidentali contro Mosca, che in queste ultime settimane sono state rafforzate, constatando come questa decisione sia stata eddicace. “La Russia – ha detto il presidente – è danneggiata dal suo stesso atteggiamento. Le sue decisioni la stanno isolando. Gli investitori stanno lontani dalla Russia, il Paese è sempre più solo”.
In risposta alle parole di Usa e Germania, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto ai separatisti filo-russi ucraini di aprire un “corridoio umanitario per le truppe ucraine accerchiate nella città di Novoazovsk, nell’est del Paese, per evitare vittime inutili e permettere loro di ritirarsi”.
Putin si è inoltre rivolto direttamente al governo di Kiev: “L’Ucraina stabilisca un cessate il fuoco e apra un negoziato con i rappresentanti del Donbass”, alla cui popolazione “la Russia è pronta a fornire aiuti umanitari”.