Il monopolista russo del gas Gazprom e la compagnia petrolifera pubblica cinese Cnpc hanno firmato oggi a Shanghai l’atteso contratto per l’avvio di forniture di gas alla Cina. All’accordo erano presenti il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping. Lo riferisce l’a.d. di Gazprom, Alexiei Miller, citato dall’agenzia Itar-Tass. Si tratta di una fornitura da 38 miliardi di metri cubi di gas l’anno. L’accordo partirà dal 2018.
Il contratto ha validità trentennale e prevede la fornitura di 38 miliardi di metri cubi all’anno. Il numero uno di Gazprom Alexei Miller ha rifiutato di fare informazioni sul prezzo concordato per il gas, definendolo un segreto industriale. Miller ha detto alle agenzia di stampa russe che il contratto ha un valore totale di 400 miliardi di dollari. Cnpc ha annunciato di aver firmato un accordo ma non ha fornito dettagli.
Intanto, la Commissione europea ha chiesto a Mosca di mantenere il suo impegno a garantire la continuità delle forniture di gas in Europa attraverso l’Ucraina finchè i negoziati sul loro futuro sono in corso. È “imperativo” che i negoziati continuino e che mentre “sono in corso, i flussi di gas non vadano interrotti” scrive il presidente Jose Manuel Barroso in una lettera al presidente russo Vladimir Putin. “Mentre vanno avanti i negoziati a tre, le forniture di gas non dovranno essere interrotte. Conto che la Federazione russa mantenga questo impegno”.
Il 14 maggio Putin aveva scritto ad alcuni leader europei, affermando che la Russia non aveva ricevuto alcuna “proposta concreta” dall’Unione europea sui pagamenti dell’Ucraina per le consegne di gas russo e invitando la Ue e un coinvolgimento “più attivo”. Come da inizio crisi, la Commissione è stata incaricata di rispondere a nome dell’intera Ue e dei 28 stati membri.
Un primo incontro al livello ministeriale tra Russia, Ue e Ucraina per risolvere la questione dell’impagato ucraino sul gas si è tenuta il 2 maggio a Varsavia. Lunedì prossimo, all’indomani del voto presidenziale in Ucraina, Ue, Russia e Ucraina torneranno a sedersi al tavolo negoziale per sciogliere il nodo del gas. A fronte del mancato rimborso del debito accumulato a parte di Kiev, Mosca ha annunciato che da giugno entrerà in vigore un regime di pagamento anticipato per il gas che esporta in Ucraina.