Ucraina nel sangue: uccisi 30 filorussi
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Ucraina nel sangue: uccisi 30 filorussi

Sono le vittime degli scontri di ieri con l'esercito ucraino nell'est del Paese. Tra i morti anche dei civili. Moltissimi i feriti.

Ucraina nel sangue: uccisi 30 filorussi
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6 Maggio 2014 - 09.14


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Oltre trenta uccisi e decine di feriti: sono le stime delle vittime tra i separatisti filorussi negli scontri di ieri con l’esercito ucraino nell’est del Paese, secondo quanto reso noto oggi su Facebook dal ministro degli interni di Kiev Arsen Avakov. Ieri i ribelli avevano diffuso un bilancio di una decina di morti e 20-25 feriti.

Un portavoce delle sedicenti milizie di auto-difesa, Miroslav Rudenko, ha parlato di “circa” trenta morti registrati soltanto ieri nella regione del Donetsk, “civili compresi”, mentre il numero dei feriti è “due o anche tre volte superiore”, equivalente cioè alle “decine” indicate da Asakov. Il ministro ha quindi confermato la morte in combattimento di quattro soldati e il ferimento di ulteriori venti.

Tra i miliziani separatisti eliminati, ha affermato, c’erano anche “abitanti della Crimea”, “russi” e “ceceni”. Intanto, malgrado le profonde divergenze con gli Stati Uniti sulla crisi in Ucraina, la Russia terra’ fede agli obblighi contemplati nel trattato New Start sulla riduzione delle armi strategiche, firmato nel 2010 con Washington: lo ha assicurato il vice ministro della Difesa russo, Serghei Ryabkov, citato dall’agenzia di stampa statale ‘Ria-Novosti’.

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“Oggi come oggi”, ha sottolineato Ryabkov, “non esistono ragioni per non adempiere quel trattato”. In marzo fonti del suo stesso dicastero in via riservata avevano invece riferito come fosse allo studio da parte di Mosca l’ipotesi di una sospensione delle ispezioni nei siti sensibili, previste proprio dal New Start.

L’aeroporto di Donetsk sospende tutti i voli – Tutti i voli da e per l’aeroporto di Donetsk, capoluogo dell’omonima regione orientale ucraina travolta dalla protesta separatista filorussa, sono stati sospesi temporaneamente. Lo hanno deciso le autorità ucraine dell’aviazione civile, rende noto un portavoce dello scalo.

Mosca avverte: si rischia una catastrofe umanitaria – Il ministero degli esteri russo ha chiesto a Kiev di “porre fine allo spargimento di sangue, ritirare le truppe e mettersi finalmente al tavolo delle trattative per avviare un dialogo normale sulle vie per una soluzione della crisi”. E ha ammonito che “sta maturando una catastrofe umanitaria nelle città assediate, dove si avverte la mancanza di medicinali e inizia l’interruzione nell’approvvigionamento alimentare”.

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Lo stesso ministero russo ha pubblicato oggi un Libro Bianco di 80 pagine nel quale denuncia in Ucraina “rilevanti violazioni di massa dei diritti umani” da parte delle “forze ultranazionaliste, estremiste e neonaziste”, invitando la comunità internazionale a reagire in modo adeguato e senza partito preso per evitare “conseguenze distruttive per la pace, la stabilità e lo sviluppo democratico dell’Europa”. Nel libro, basato su notizie di stampa, dichiarazioni ufficiali, testimonianze, si documentano vari episodi tra fine novembre e fine marzo, dalle “ingerenze negli affari interni di uno Stato sovrano” (per le visite a Kiev di responsabili europei e americani) alle violenze dei paramilitari dell’ultradestra ucraina di ‘Pravi Sektor’, sino agli “odiosi tentativi di annientare la cultura russa” nell’Ucraina dell’est.

Usa: violenze inaccettabili da parte dei filorussi – Washington, dal canto suo, continua a puntare il dito sui filorussi (e su Mosca), anche se oggi il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha preferito parlare in generale di “violenze inaccettabili” in Ucraina, aggiungendo che “i responsabili dovranno essere assicurati alla giustizia”.

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L’Europa si muove – Al Cremlino, intanto, è atteso mercoledì il presidente di turno dell’Osce, Didier Burkhalter, per discutere con Putin una serie di tavole rotonde sotto il patrocinio della stessa Osce per facilitare un dialogo nazionale prima delle presidenziali del 25 maggio, come ha spiegato un portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel.

Quest’ultima intanto ha condiviso la proposta del suo ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier per una seconda conferenza di Ginevra, dopo il fallimento della prima: questa volta si tratterebbe di formalizzare impegni precisi e definire le modalita’ per trovare prima una tregua e poi una soluzione politica al conflitto. Anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, si è detto disponibile a offrire la sua mediazione, “se necessario”.

Si muove anche il ministro degli esteri britannico, William Hague, atteso domani a Kiev. Il 13 maggio, invece, la Commissione europea riceverà a Bruxelles una delegazione del governo ucraino guidata dal premier Arseni Iatseniuk, per l’esame delle misure di sostegno a Kiev.

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