Niente più sconti all’Ucraina: è questa la nuova filosofia di Putin. Il colosso russo del gas, Gazprom, tramite il suo ad Alexiei Miller, ha annunciato da oggi un aumento del prezzo del metano per l’Ucraina. La nuova tariffa è di 385,5 dollari per mille metri cubi.
Finisce quindi lo sconto concesso a dicembre all’Ucraina del deposto presidente Viktor Ianukovich che aveva portato il prezzo da circa 400 a 268,5 dollari. L’aumento – ha argomentato Miller – è per il mancato pagamento di Kiev del gas fornito nel 2013, ricordando che Kiev ha un debito con Mosca per il gas di 1,7 mld di dollari.
La risposta di Kiev: rialzo per le tariffe di transito – Kiev, intanto, ha dovuto rivedere al rialzo del 10% le tariffe per il transito del gas sul proprio territorio. “Dal 1° aprile, si stabilisce una tariffa unica di 266 euro per mille metri cubi invece di quella finora fissata a 205 euro (per gli industriali) e a 178 euro (per le pubbliche amministrazioni), recita un comunicato emesso ieri dalla Commissione Nazionale per la Regolamentazione dell’Energia ucraina.
La Commissione giustifica la misura con l’aumento del prezzo del combustibile blu che l’Ucraina importa dalla Russia. Entro il weekend, la Commissione tornerà a riunirsi per discutere anche del preoccupante aumento del 40 per cento della tariffa del gas per i consumatori domestici.
“Non abbiamo altra scelta. Siamo costretti ad aumentare le tariffe energetiche per non cadere in bancarotta”, ha detto a riguardo il primo ministro ucraino Arseni Yatseniuk.
Il parlamento ucraino ha approvato giovedì scorso un pacchetto anticrisi voluto dall’Fmi per ricevere un piano di salvataggio dal valore di 19,5 miliardi di euro.
Il Parlamento ordina il disarmo dei gruppi paramilitari – Intanto il Parlamento ucraino ha approvato una risoluzione per obbligare il ministero dell’Interno e i servizi di sicurezza a disarmare i gruppi armati illegali. La risoluzione è stata approvata con 256 voti a favore (necessari 226).
Mosca non partecipa alla riunione Onu su diritti in Crimea – La Missione russa alle Nazioni Unite ha rifiutato di partecipare a una riunione informale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui diritti umani e la libertà di stampa in Crimea. Lo ha riferito il servizio stampa delle Nazioni Unite. La delegazione russa ha detto che “si rifiuta categoricamente di associarsi allo spettacolo di propaganda della delegazione lituana organizzato con il Consiglio di Sicurezza con la presenza di personaggi odiosi”. Mosca ignorerà la riunione.
Secondo la lettera della Missione russa la questione dei diritti umani e della libertà di stampa “nei territori della Federazione Russa, tra i quali la Crimea, va al di là delle responsabilità del Consiglio di Sicurezza e non ci sono motivi per tali dibattiti”. E l’incontro “non può assolutamente riservare alcuna informazione obiettiva sulla situazione in Crimea, un territorio costituente della Federazione russa”.