Il premier serbo: L'Aja peggio di Norimberga
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Il premier serbo: L'Aja peggio di Norimberga

Il premier serbo Dacic: «Trattati peggio dei nazisti». Il tribunale dell'Aja ha inflitto agli imputati serbi più anni di carcere di quanti Norimberga ne sentenziò per i nazisti.

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7 Dicembre 2012 - 10.12


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“Il numero di anni di galera inflitto dal tribunale internazionale dell’Aja agli imputati serbi è superiore a quello che Norimberga sentenziò contro i nazisti”: questo è quanto il primo ministro di Belgrado, Ivica Dacic ha detto a Bruxelles in un dibattito dedicato ai progressi nella politica dei Balcani. La ultime sentenze del tribunale, afferma Dacic, hanno riportato indietro di anni le relazioni fra nazioni della ex Jugoslavia, “soprattutto perché non hanno contribuito a far sopravvivere il principio che qualsiasi criminale deve essere punito: come si dovrebbe mai raggiungere una riconciliazione se non siamo preparati neppure a mettere in carcere i responsabili di crimini di guerra?”.

La recente sentenza d’appello che ha rimesso in libertà sui decisione a maggioranza i generali croati Gotovina e Markac, condannati in primi grado, secondo il premier ha avuto una pessima influenza sulle relazioni fra Zagabria e Belgrado, che dopo anni di riavvicinamento adesso sono nuovamente congelate, anche perché ha confermato l’interferenza dei grandi poteri sulle cose balcaniche. “I Paesi dei Balcani occidentali perseguono interessi diversi ed hanno diverse idee circa il loro futuro e forse anche sul presente – ha continuato Dacic – ma abbiamo bisogno di trovare quel che abbiamo in comune”.

Come riuscire a farlo, se i grandi poteri continuano a intromettersi nei nostri progetti? E quale fra essi esercita le influenze maggiori? Nessuno, in apparenza, eppure ciascuno di essi influenza una parte delle nostre vite poiché ciascuno ha “la sua gente”, persone che lavorano per gli altri anziché per il loro Paese”. Il primo ministro socialista di Serbia continua a pensare che un primo passo per uscire da questa situazione frammentata e da decisioni etero dirette possa essere la formazione di un “Consiglio balcanico” modellato su quello che lega i Paesi nordici. A chi gli ha chiesto se a far parte di questo organismo debba essere chiamata anche la Turchia ha risposto: “Naturalmente si”.

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