Le donne libanesi contro la cultura reazionaria
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Le donne libanesi contro la cultura reazionaria

Si mobilitano e prendono la guida di un nuovo movimento di riforma socio-culturale nel mondo arabo. E partono dalla riforma del codice penale.

Le donne libanesi contro la cultura reazionaria
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21 Febbraio 2012 - 14.57


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Le donne libanesi prendono la guida di un nuovo movimento di riforma socio-culturale nel mondo arabo. “Tutela giuridica e dignità della persona”: è stato questo lo slogan principale del sit-in promosso a Beirut dall'”Alleanza Nazionale per una legislazione che protegga le donne dalla violenza domestica” e dall’ Associazione “Basta violenza e sfruttamento”.

Vi hanno preso parte numerosi rappresentanti della società civile e tante organizzazioni per i diritti delle donne. E non potevano scegliere sede migliore del giardino intestato a Samir Kassir, il grande intellettuale libanese impegnato prima nella promozione e difesa dei diritti dei palestinesi contro il colonialismo israeliano e poi dei libanesi contro il colonialismo siriano nel paese dei cedri e per questo assassinato a Beirut nel 2005.

Nel corso dell’affollato sit.in sono state denunciate e condannate le modifiche introdotte dalla commissione parlamentare al progetto di legge per proteggere le donne dalla violenza domestica, dove a loro dire la sottocommissione ha svuotato la proposta dal suo obiettivo principale . La presidente di Basta, Zoya Rouhana, ha respinto il nuovo disegno di legge, a partire dal suo gravissimo titolo, ” Protezione della famiglia ” e non più “Difesa della donna”. Oltre a questa denuncia Zoya Rouhana ha richiamato l’attenzione di tutti sul fatto che sono stati eliminati i paragrafi che prevedevano la perseguibilità di chiunque costringa la moglie ad avere rapporti sessuali con la violenza e le forme di violenza economica e morale contro le donne.

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Il movimento “per proteggere le donne” non è un movimento femminile, coinvolge anche giovani e vuole espandersi a tutte l componenti della società libanese nella lotta contro la violenza domestica, ritenendo questa battaglia centrale nel superamento di una cultura reazionaria assai diffusa nel mondo arabo.

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