Italia-Libia: si riapre il giallo dell'Imam scomparso
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Italia-Libia: si riapre il giallo dell'Imam scomparso

Il caso di Musa al-Sadr, guida spirituale degli sciiti libanesi, fatto sparire tra Libia e Italia. Nuove accuse ci coinvolgono.

Italia-Libia: si riapre il giallo dell'Imam scomparso
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17 Ottobre 2011 - 09.26


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Storiaccia italo-libica. In Libia la caduta del regime di Gheddafi sta portando molti a ritenere di poter aprire la bocca senza dovere temere la morte. E così verità molto scomode potrebbero emergere. Tra queste sembra esserci anche un accordo tra Gheddafi e Berlusconi per chiudere il caso Musa Sadr. Di cosa si tratta? Musa Sadr era il leader degli sciiti libanesi, un personaggio di enorme carisma e popolarità in tutto il mondo sciita, libanese in particolare. Nel 1978 Musa Sadr sparì misteriosamente al termine di una visita in Libia, poco prima o poco dopo la partenza per l’Italia.

Delitto politico. Il sospetto ovviamente è che sia stato assassinato in Libia, da Gheddafi, ma il suo corpo non è mai stato trovato. Ecco perché il suo eventuale arrivo in Italia è stato sempre ritenuto importantissimo. Se fosse arivato vivo in Italia sarebbe uscito vivo dalla Libia, quindi non sarebbe stato ucciso da Gheddafi. Il suo destino di scomparso rimarrebbe avvolto nel mistero. Gli sciiti e i libanesi in particolare non hanno mai creduto a Gheddafi che si è sempre proclamato innocente, certo di non avere nulla a che fare con la scomparsa dell’imam Musa Sadr.

Pista italiana. Ora però, in un’intervista esclusiva concessa ad al-Jazeera, l’avvocato della famiglia Sadr, Chibli Mallat, sostiene di avere testimonianze o dichiarazioni di cittadini libici che dimostrerebbero come Gheddafi chiese e ottenne l’appoggio italiano, in particolare del nostro premier e dei nostri servizi segreti, per chiudere il caso. “Tre anni fa- ha dichiarato Mallat- gli italiani hanno riaperto l’inchiesta su richiesta di Gheddafi e sono giunti alla conclusione che l’imam Musa Sadr giunse vivo in Italia”.

Patto scellerato? “Ma adesso sappiamo che questo è stato il prodotto di un accordo tra autorità italiane e libiche -sostiene ancora l’avvocato della famiglia Sadr- Quindi noi porremo il problema della responsabilità italiana, in particolare del premier Berlusconi e di ufficiali della Digos nella creazione di false testimonianze e nel loro uso”. Dal 78 ne sono passati di anni, ma l’imam Musa Sadr è ancora un mito per i libanesi e per molti sciiti; se l’avvocato dicesse la verità non sarebbe un problema da poco.

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