Per gli italiani non serve il visto fino a 30 giorni, ma esiste un obbligo di registrazione entro tre giorni dall’arrivo che l’hotel sbriga per te e di cui devi conservare i tagliandi. Si paga in som, spesso in contanti, i periodi migliori sono aprile-maggio e settembre-ottobre, e i treni Afrosiyob si prenotano 60 giorni prima.
Partiamo da una cosa che sorprende tutti: l’Uzbekistan è più facile di quanto si pensi e più burocratico di quanto si immagini. Facile perché non serve visto, perché è un Paese sicuro e perché in sei ore di volo sei a Samarcanda. Burocratico perché esiste una regola sulla registrazione del soggiorno che in Europa non esiste più da decenni, e che se ignori rischi di scoprire al controllo passaporti in partenza.
Per questo i viaggi organizzati in Uzbekistan hanno in questo Paese un vantaggio concreto rispetto ad altre mete: non è il fascino della Via della Seta che si compra, è il fatto che qualcuno si occupi di registrazioni, biglietti del treno e autisti mentre tu guardi le maioliche. Ma se vuoi organizzare il tuo viaggio Uzbekistan da solo, si fa benissimo — a patto di sapere queste quindici cose.
Perché l’Uzbekistan è diventato la meta del momento?
Perché unisce tre cose che raramente stanno insieme: monumenti di livello assoluto, costi bassi e nessuna coda.
Il Registan di Samarcanda, il minareto Kalon di Bukhara, la città murata di Khiva: sono tra i complessi islamici più spettacolari del mondo, e si visitano con un biglietto che costa l’equivalente di otto euro, senza file e senza prenotazioni a mesi di distanza. Aggiungici che il visto per gli italiani è stato abolito nel 2019 e che si arriva in circa sei ore di volo.
C’è poi un fattore tempo: il Paese si sta attrezzando in fretta — alta velocità, hotel nuovi, rimborso IVA ai turisti dal 1° aprile 2026 — e tra cinque anni non sarà più la destinazione semi-sconosciuta di oggi. Chi ci va adesso trova ancora Bukhara al tramonto quasi vuota.
Serve il visto per andare in Uzbekistan?
No. Gli italiani non hanno bisogno di visto per soggiorni fino a 30 giorni, per qualsiasi motivo di viaggio: l’esenzione è in vigore dal 1° febbraio 2019. Oltre i 30 giorni serve un visto, da richiedere all’Ambasciata uzbeka.
Sul passaporto, due requisiti:
| Requisito | Dettaglio |
| Validità residua | Almeno 3 mesi oltre la data di rientro. Diversi operatori ne chiedono sei per prudenza: se il tuo passaporto è al limite, rinnovalo |
| Pagine bianche | Servono almeno due pagine libere per il timbro d’ingresso |
| Carta d’identità | Non è valida. Per l’Uzbekistan serve il passaporto, senza eccezioni |
Prima di partire, controlla sempre la scheda Uzbekistan di Viaggiare Sicuri della Farnesina: è la fonte ufficiale e si aggiorna.
Cos’è la registrazione OVIR e perché non va sottovalutata?
Questa è la cosa che nessuno ti dice e che fa la differenza tra un rientro tranquillo e una multa all’aeroporto.
In Uzbekistan chi arriva deve registrarsi presso l’ufficio locale OVIR entro tre giorni dall’arrivo, e la registrazione deve coprire ogni notte del soggiorno. Nella pratica, se dormi in hotel, hostel o guesthouse con licenza, se ne occupano loro: fotocopiano il passaporto, registrano elettronicamente e ti consegnano un tagliando. Ogni volta che cambi città, si ripete.
| Dove dormi | Chi registra | Cosa fare tu |
| Hotel, hostel, guesthouse con licenza | Lo fa la struttura | Prendi il tagliando al check-out e controlla nome e date |
| Casa privata o affitto breve | Il proprietario, se ha i documenti in regola — altrimenti tocca a te all’OVIR | Circa 3-5 dollari e diverse ore di coda |
| Notte in treno | Nessuna registrazione necessaria | Conserva il biglietto: fa da prova |
| Campo tendato nel deserto | Dipende dalla struttura | Chiedilo prima di prenotare |
La sanzione? Una o due notti mancanti di solito si risolvono con un richiamo o una multa simbolica; molte notti scoperte possono costare intorno ai 50-200 dollari; nessuna registrazione significa multa più salata e ritardi in partenza. In uscita gli ufficiali dell’immigrazione possono chiedere i tagliandi — molti viaggiatori raccontano di non essersene mai visti chiedere uno, ma non è una scommessa che vale la pena fare.
Il consiglio dell’esperto Memphis Tours Crea una busta — di carta, non digitale — e metti dentro ogni tagliando appena lasci un hotel. A fine viaggio devi avere tanti tagliandi quante sono le città in cui hai dormito. Se un hotel si dimentica di dartelo, chiedilo al momento, non il giorno dopo per email: una volta partito non lo recuperi.
Qual è il periodo migliore per andare in Uzbekistan?
Aprile-maggio e settembre-ottobre, senza troppi dubbi. L’Uzbekistan ha un clima continentale secco: estati molto calde e asciutte, inverni decisamente freddi, soprattutto a nord.
| Periodo | Com’è | Da sapere |
| Marzo | Fresco, risveglio della primavera | Navruz, il capodanno persiano, il 21 marzo: bellissimo e molto affollato |
| Aprile-maggio | Il periodo ideale | Clima perfetto, rose a Samarcanda, alta richiesta sui voli |
| Giugno | Già caldo ma sopportabile | Buon compromesso prezzo-clima |
| Luglio-agosto | Molto caldo e secco | Visite all’alba e al tardo pomeriggio, pomeriggi al riparo |
| Settembre-ottobre | Il secondo periodo ideale | Caldo che scema, frutta e meloni nei bazar, luce migliore |
| Novembre-marzo | Freddo, prezzi bassi | Monumenti vuoti, giornate corte, Khiva magica con la neve |
Se devi scegliere un mese solo: ottobre. Il caldo è finito, i bazar sono al massimo dell’abbondanza e la luce bassa sulle cupole turchesi è quella che vedi nelle fotografie migliori.
Quanto costa entrare nei monumenti?
Pochissimo, e questa è una delle sorprese piacevoli del viaggio.
| Sito | Prezzo (som) | Circa |
| Registan, Samarcanda | 100.000 | ~8 $ |
| Shah-i-Zinda, Samarcanda | 80.000 | ~6,5 $ |
| Gur-e Amir (tomba di Tamerlano) | 75.000 | ~6 $ |
| Bibi-Khanym, Samarcanda | 75.000 | ~6 $ |
| Osservatorio di Ulugh Beg | 75.000 | ~6 $ |
| Ark di Bukhara | 60.000 | ~5 $ |
| Moschea Kalon, Bukhara | 20.000 | ~1,5 $ |
| Mausoleo dei Samanidi e Chor Minor, Bukhara | gratuiti | — |
| Ichan Kala, Khiva (biglietto cumulativo) | 250.000 | ~20 $ |
I minori pagano in genere la metà. Il biglietto cumulativo di Khiva è il più caro dell’elenco ma copre l’intera città murata: a Khiva è di fatto obbligatorio, e vale ogni som.
Mettendo tutto in fila, un itinerario classico Samarcanda-Bukhara-Khiva costa meno di 60 dollari a testa di soli ingressi: è uno dei motivi per cui l’Uzbekistan resta una meta economica.
Si paga in contanti o con la carta?
Entrambi, ma non dove pensi. Il som (UZS) nel 2026 vale intorno ai 12.000 per dollaro, i tagli vanno da 1.000 a 200.000 som e le monete praticamente non circolano.
| Le carte funzionano | Le carte non funzionano |
| Hotel e strutture ricettive | Bazar e mercati |
| Supermercati e centri commerciali | La maggior parte dei taxi |
| Ristoranti di catena e quasi tutti i caffè di Tashkent | Piccole chaikhana e trattorie locali |
| Negozi delle grandi città | Ingressi minori ai monumenti |
| Villaggi, taxi collettivi, guesthouse rurali e campi tendati |
Sui bancomat: le macchine che accettano Visa e Mastercard straniere sono frequenti a Tashkent, sufficienti a Samarcanda e Bukhara, rare a Khiva e inaffidabili a Nukus e nei centri minori. Le più sicure sono quelle dentro le filiali bancarie e nei grandi hotel. Il limite per prelievo è in genere di 1-2 milioni di som, quindi conviene prelevare importi grandi poche volte, per non moltiplicare le commissioni.
Due regole d’oro. Quando il POS ti chiede la valuta, scegli sempre i som, mai l’euro: il cambio del negoziante è peggiore di quello della tua banca. E porta banconote in euro o dollari nuove, pulite e non strappate: quelle vecchie o rovinate vengono rifiutate o cambiate a tasso peggiore. Per somme importanti ti chiedono il passaporto. Cambia solo in banca o negli uffici autorizzati, mai da chi ti ferma per strada con un tasso troppo buono.
Una novità da sfruttare: dal 1° aprile 2026 i turisti stranieri possono chiedere il rimborso dell’IVA in tutti gli aeroporti internazionali, su acquisti da almeno 300.000 som IVA inclusa, in contanti o su carta. Se compri tappeti o ceramica, conserva le ricevute.
Quanti contanti servono al giorno?
Dipende da dove sei e da come viaggi. Queste sono cifre realistiche:
| Tipo di giornata | Contanti consigliati |
| Tashkent, dormendo in hotel e pagando con carta il resto | 300.000-500.000 som al giorno |
| Samarcanda, Bukhara, Khiva con budget medio | 500.000-800.000 som al giorno |
| Tappe nel deserto, verso l’Aral o in case private | Tutto il budget della tappa, più un margine |
Un dettaglio pratico che conta: la banconota da 200.000 som è difficilissima da spendere, perché taxi e piccoli venditori non hanno il resto. Cambiala nei supermercati o nei caffè di catena appena puoi, e gira con tagli piccoli. Tieni anche una piccola scorta in dollari come riserva: si cambiano ovunque.
Come si gira il Paese: treno, volo o auto con autista?
Il treno, dove arriva. Gli Afrosiyob sono treni Talgo da 250 km/h con classi VIP, Business ed Economy e vettura ristorante, e sono il modo migliore di spostarsi tra le città della Via della Seta.
| Tratta | Durata | Economy (indicativo) |
| Tashkent → Samarcanda | 2h 08 – 2h 30 | 260.000-311.000 som (~20-25 $) |
| Samarcanda → Bukhara | ~1h 30 | da ~165.000 som (~13 $) |
| Tashkent → Bukhara | 3h 40 – 4h | 380.000-509.000 som (~30-40 $) |
| Tashkent → Khiva (treno Jaloliddin Manguberdi) | ~7h 30 | da ~780.000 som |
Le regole della prenotazione, che sono quelle che fanno saltare i viaggi fai-da-te:
- I biglietti si aprono 60 giorni prima della partenza, alle 06:00 ora di Tashkent, su railway.uz. Prima non si può comprare.
- Gli Afrosiyob si esauriscono per primi: prenota con 30 giorni o più di anticipo, le VIP vanno via subito.
- Il numero di passaporto sul biglietto deve coincidere esattamente con il documento: i passaporti si controllano all’accesso al binario.
- Khiva è servita solo dal Jaloliddin Manguberdi, circa tre giorni a settimana e quasi sempre pieno. L’alternativa è il notturno per Urgench, circa 18 ore.
- A Tashkent ci sono due stazioni distanti circa 7 km: controlla da quale parte il tuo treno.
La sicurezza nelle stazioni è severa e i controlli richiedono tempo: arriva con ampio margine. Per le tratte non servite dal treno, la soluzione sensata è l’auto con autista: le strade sono spesso in condizioni mediocri e la guida imprevedibile, e i viaggi notturni tra città sono sconsigliati.
Si parla inglese in Uzbekistan?
Poco. Le lingue correnti sono l’uzbeko e il russo, quest’ultimo ancora molto diffuso e spesso la lingua franca con cui cavarsela. L’inglese lo trovi negli hotel delle grandi città, tra le guide e tra i giovani, ma non al bazar, non con i tassisti, non nei ristoranti di quartiere.
Nelle tre città della Via della Seta — Samarcanda, Bukhara e Khiva — molte guide e operatori parlano italiano o inglese, conseguenza diretta dei flussi turistici di questi anni. Fuori da quel circuito servono il traduttore sul telefono e un po’ di pazienza.
Due cose che aiutano davvero: scarica il traduttore offline in russo e uzbeko prima di partire, e fatti scrivere gli indirizzi in cirillico da mostrare ai tassisti.
Cosa si mangia in Uzbekistan?
Carne, riso e pane, con una varietà maggiore di quanto l’elenco suggerisca.
Il piatto nazionale è il plov: riso cotto nel grasso di agnello con carne, carote e cipolle, preparato in enormi paioli e servito in porzioni che mettono paura. Poi gli shashlik (spiedini alla brace), le somsa (fagottini al forno ripieni), il lagman (zuppa di noodle fatti a mano), i manti (ravioli al vapore) e il non, il pane rotondo che a Samarcanda è una cosa a sé.
Il cibo è halal quasi dappertutto. Per i vegetariani è più complicato di quanto si pensi: anche i piatti di verdura spesso partono da un fondo di carne, e conviene dirlo in anticipo quando si prenota.
Il tè verde si beve tutto il giorno e arriva senza che tu lo chieda. Accettalo: rifiutarlo è la cosa più scortese che puoi fare a tavola.
Come bisogna vestirsi?
L’Uzbekistan è un Paese musulmano a laicità molto marcata: nelle città ci si veste come in Europa e nessuno ti guarda. Nelle moschee e nei mausolei valgono invece le regole consuete: spalle e ginocchia coperte per tutti, e un foulard per coprire i capelli per le donne in alcuni luoghi di culto attivi.
Un foulard leggero nello zaino risolve il problema per tutto il viaggio. Nei villaggi e nelle zone rurali un po’ di sobrietà in più è educazione, non obbligo.
Sulle scarpe, un avvertimento concreto: si cammina moltissimo su pietra, mattoni sconnessi e sabbia. Scarpe comode e già rodate, non sandali nuovi.
Si può bere l’acqua del rubinetto?
No, meglio evitarla. Si usa acqua in bottiglia, che costa pochissimo ed è disponibile ovunque. Per lavarsi i denti e la doccia nessun problema.
Sul fronte sanitario, due cose da sapere. Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie per l’ingresso, ma l’assistenza medica non è garantita a livello europeo: le cliniche private delle grandi città sono meglio attrezzate, e per problemi serii si valuta il rientro. E l’importazione di medicinali è regolamentata in modo severo: alcuni farmaci, in particolare quelli contenenti sostanze stupefacenti o psicofarmaci, possono essere soggetti a restrizioni. Se hai una terapia in corso, porta la prescrizione medica tradotta e informati prima.
Per questo l’assicurazione di viaggio con copertura sanitaria e rimpatrio non è un optional: l’Uzbekistan è fuori dall’Unione Europea e la tessera sanitaria europea non vale nulla.
È sicuro viaggiare in Uzbekistan?
Sì. È uno dei Paesi più tranquilli dell’Asia centrale e la criminalità nelle zone turistiche è bassa. Valgono le precauzioni normali: attenzione agli effetti personali nei luoghi affollati, taxi solo ufficiali o prenotati, e nessuna passeggiata notturna nelle zone poco illuminate.
Ci sono però zone da evitare, e sono precise:
- Le aree di confine con l’Afghanistan, con l’eccezione della città di Termez, da raggiungere comunque con prudenza e solo per strade principali.
- Le aree di confine con Tagikistan e Kirghizistan, in parte minate, in particolare nella valle di Fergana meridionale. Fuori dai centri abitati, solo strade trafficate.
- Alcune zone fuori dalle città e dalle rotte turistiche sono chiuse agli stranieri o accessibili solo con permessi speciali.
Il Paese è anche sismicamente attivo, e sono possibili alluvioni, frane e incendi. Per le escursioni in montagna fuori dai centri turistici serve una guida locale qualificata. Il numero per le emergenze è il 112.
Quali sono le regole che un italiano non si aspetta?
Queste quattro, e vale la pena conoscerle perché sono tutte sanzionabili.
- Non si fotografano militari, zone o installazioni militari. Nemmeno per sbaglio, nemmeno di sfondo. Vale anche per alcune infrastrutture.
- I droni richiedono un’autorizzazione ufficiale. Portarne uno senza permesso è un problema già alla dogana.
- La critica pubblica al presidente, al governo o al sistema politico è punibile. Vale anche sui social, mentre sei nel Paese.
- I reati di droga comportano anni di carcere, anche per quantità minime. Non esiste tolleranza.
Nessuna di queste cose dà problemi a un turista normale, ma è il tipo di informazione che è meglio avere prima di salire sull’aereo.
Cosa mettere in valigia?
| Cosa | Perché |
| Scarpe comode già rodate | Si cammina su mattoni sconnessi e sabbia per ore |
| Strati | L’escursione termica giorno-notte è forte in ogni stagione |
| Foulard leggero | Per moschee e mausolei, e contro la polvere nel deserto |
| Cappello, occhiali, crema solare | Il sole dell’altopiano è aggressivo anche a ottobre |
| Traduttore offline in russo e uzbeko | L’inglese non basta fuori dagli hotel |
| Borraccia | L’acqua in bottiglia costa poco ma la plastica si accumula |
| Prescrizioni mediche tradotte | L’importazione di farmaci è regolamentata |
| Una busta per i tagliandi della registrazione | Te ne ritroverai uno per ogni città |
Niente adattatore: la corrente è 220V, 50Hz, con prese di tipo C e F, le stesse italiane.
Quali errori evitare?
- Buttare i tagliandi della registrazione. È l’errore numero uno, e l’unico che può costare una multa.
- Presentarsi a railway.uz troppo tardi. I biglietti escono 60 giorni prima e gli Afrosiyob finiscono.
- Contare sulla carta di credito. Nei bazar, sui taxi e nelle guesthouse rurali servono contanti.
- Portare il passaporto con quattro mesi di validità. Il minimo è tre oltre il rientro, ma al limite si rischia.
- Mettere tre città in quattro giorni. Samarcanda, Bukhara e Khiva distano centinaia di chilometri l’una dall’altra.
- Non dichiarare l’alimentazione vegetariana in anticipo. Si risolve, ma va detto prima.
Conviene il fai-da-te o un viaggio organizzato?
Rispondo onestamente: il fai-da-te in Uzbekistan è possibile e molte persone lo fanno bene. Il Paese è sicuro, gli hotel si prenotano online, i treni esistono.
Ma ci sono tre punti in cui l’organizzato cambia davvero le cose, e sono tutti specifici di questa destinazione. Il primo è la registrazione OVIR: con un operatore non ci pensi, mentre in autonomia diventa un tuo problema a ogni cambio di città. Il secondo sono i biglietti dei treni, che vanno comprati sessanta giorni prima su un sito in russo e uzbeko con un pagamento che a volte fa i capricci. Il terzo è la lingua: fuori dagli hotel l’inglese non basta, e senza una guida locale metà del significato di ciò che vedi — chi ha costruito cosa, perché quella cupola è turchese — semplicemente ti passa accanto.
I nostri programmi comprendono guide locali esperte, sistemazioni verificate e trasferimenti con autista.
| Vuoi vedere… | Il nostro programma | Durata |
| Khiva, Bukhara e Samarcanda, le tre città murate | Viaggio Uzbekistan Culturale | 7 giorni |
| Tashkent, Samarcanda, Gijduvan e Bukhara | Viaggio organizzato Uzbekistan | 6 giorni |
| Anche le steppe kazake e Astana | Tour Uzbekistan e Kazakistan | 12 giorni |
I voli internazionali non sono inclusi, come non lo sono i pasti non indicati, le escursioni facoltative e le mance. Lo scriviamo chiaro qui, perché preferiamo che i conti li faccia adesso.
Se le date o le tappe non ti tornano, raccontaci quando vuoi partire e cosa ti interessa: ti prepariamo un itinerario su misura, senza impegno. Organizziamo viaggi dal 1955.