Il turismo cambia ed è sempre più a misura di pet, ma non mancano le difficoltà
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Il turismo cambia ed è sempre più a misura di pet, ma non mancano le difficoltà

Nei prossimi anni sarà necessario che le strutture si adeguino alle necessità dei clienti con sempre meno bambini e sempre più animali domestici

Il turismo cambia ed è sempre più a misura di pet, ma non mancano le difficoltà
fonte immagine: Ansa
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18 Maggio 2026 - 14.21 Culture


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Dalla ricerca di Jfc ‘Dalla carrozzina al guinzaglio.’ emerge un dato che la nuova frontiera del turismo è quello dedicato agli amici a quattro zampe. In Italia si registrano infatti 16,5 milioni di cani e gatti: un numero superiore di 2,3 volte a quello dei figli di età inferiore ai 14 anni che quindi viaggiano ancora con la famiglia.

Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della ricerca ha affermato che questa evoluzione del turismo che strizza l’occhio ai padroni di animali domestici è “Un fenomeno non solo italiano se si considera che a livello europeo si contano 89,6 milioni di cani e ben 108,3 milioni di gatti da affezione, generando così un totale pari a 198 milioni circa di cani e gatti da compagnia. E si tratta di una clientela che, nell’estate 2026, prediligerà le destinazioni montane e appenniniche nel 35,4% dei casi, e che considera il Trentino Alto Adige la regione più pet friendly, seguita da Emilia Romagna e Toscana. All’estero, la nazione preferita è la Francia, poi la Spagna e la Germania. Quest’anno gli italiani soggiorneranno mediamente 12,1 notti fuori casa in compagnia del proprio cane o gatto, spendendo 22,20 euro in più al giorno per il proprio pet”.

I numeri previsti per la bella stagione alle porta ci dicono che sono 3 milioni 975 mila le famiglie che faranno almeno una vacanza in compagnia del proprio animale domestico per oltre 73 milioni di presenze turistiche “umane”, generando un valore stimato in 9 miliardi 560 milioni di euro. Anche se il potenziale di questa tipologia di turismo è molto più elevato e potrebbe raggiungere quota 15 miliardi 802 milioni di euro da quanto emerge dallo studio di Jfc. Lo sbilanciamento tra la natalità e l’adozione di animali inciderà in maniera evidente sulle modalità turistiche dei prossimi anni.

Anche se al momento l’offerta delle strutture ricettive italiane non corrisponde a queste nuove esigenze da parte dei clienti. Moltissime strutture ricettive hanno delle opzioni family friendly e dedicate a chi viaggia con bambini (circa 15 milioni emergono da una ricerca Google), ma ancora molte poche sono aperte per chi viaggia con un animale.
A proposito Feruzzi ha aggiunto: “Poche offerte, con limiti di vario genere, promosse quasi in silenzio – dice Feruzzi – per non creare fastidio agli altri clienti. Infatti, se da un lato le strutture ospitali, ad esempio i family hotels, si propongono con offerte che includono i bambini/ragazzi gratis anche sino ai 18 anni e con una serie di benefit dedicati (formula all inclusive con miniclub, animazione, free drink, menu bimbi, culle e fasciatori, etc.), dall’altro ancora troppe poche strutture offrono servizi dedicati agli animali e, soprattutto, molte richiedono ancora un supplemento. Senza considerare che alcune destinazioni creano vere e proprie barriere allo sviluppo del pet tourism: la proposta di un’imposta di soggiorno di 1,50 euro al giorno per cane per i turisti in Alto Adige – poi ritirata a novembre 2025 a causa delle forti critiche – è l’esempio più lampante di una scarsa visione di prospettiva”.

4 italiani su 10 rinunciano ancora alla vacanza in compagnia del proprio pet per via delle difficoltà riscontrate durante la prenotazione: solo il 10,7% di italiani afferma di non trovare alcuna difficoltà, rispetto al 89,3% che si trova ad avere a che fare con almeno un problema nella programmazione della vacanza insieme al proprio animale.

Tra le criticità che si riscontrano più spesso si trovano: “trovare una struttura dove venga ospitato l’animale da compagnia”, (27,6% degli Italiani), ma anche la difficoltà di “fare un viaggio tranquillo e avere un trasporto adeguato” per il proprio animale (14,5%). Alta anche la quota di coloro che trovano complicato “trovare ristoranti dove sia possibile entrare in compagnia dell’animale” (8,9%), come pure “trovare spazi verdi a disposizione” (6,1%) e trovare “località pet friendly” (5,6%).

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