Ieri Papa Leone è andato a Lampedusa. E lo ha fatto il 4 luglio, la festa nazionale degli Stati Uniti: il giorno in cui l’America celebra la propria indipendenza, la nascita di una nazione e dei suoi confini. Un Papa americano — il primo della storia — proprio in quel giorno ha scelto di non celebrare tutto questo, ma di stare sulla soglia ferita del Mediterraneo. E già questo è una dichiarazione.
Ufficialmente quel 4 luglio si incastra in un calendario ordinario di visite pastorali, tra Pavia, il 20 giugno, e Assisi, il 6 agosto. Ma è proprio questa apparente ordinarietà a rendere il segno più eloquente. Perché il 4 luglio è la liturgia civile dell’indipendenza; e Leone, in quello stesso giorno, ha celebrato la festa dell’inter-dipendenza tra i popoli.
Lampedusa è il luogo dove la logica del confine produce tombe: l’isola dove il mare, che dovrebbe unire le sponde, è diventato frontiera, e troppe volte sepolcro. Andare lì, in quel giorno, significa rovesciare il senso della parola «indipendenza»: non l’autosufficienza di una nazione che si chiude, ma la liberazione dall’indifferenza.
È il rinnovarsi, tredici anni dopo, della domanda che Francesco pose nel suo primo viaggio, l’8 luglio 2013: «Dov’è tuo fratello?». Leone si colloca deliberatamente in quella scia — per questo, al Molo Favaloro, ha benedetto la targa che intitola il molo proprio a Papa Francesco, dopo l’omaggio floreale sulle tombe del cimitero e la sosta alla Porta d’Europa. A quell’eredità aggiunge il suo accento personale.
Questo viaggio arriva mentre gli Stati Uniti hanno fatto della chiusura delle porte ai migranti una bandiera. E un Papa americano lo sa fin troppo bene. La sua non è una polemica frontale: Leone non punta il dito. È un contrappunto. Ricorda che la dignità che Dio dà a ogni persona viene prima del confine, e che una pace inseguita «con le armi, come condizione per affermare il proprio dominio», è soltanto una contraffazione della pace.
Ecco perché quella data non è neutra. Su quella soglia di mare, il 4 luglio, la parola indipendenza ha cambiato nome. Si è chiamata, in maniera più semplice e rivoluzionaria, “fraternità”.