"Per distribuire film bisogna crederci": il ricordo di Fulvio Lucisano con una sua vecchia intervista
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"Per distribuire film bisogna crederci": il ricordo di Fulvio Lucisano con una sua vecchia intervista

Ripubblichiamo una nostra intervista al grande produttore Fulvio Lucisano, fondatore di Italian International Film scomparso a Roma all’età di 98 anni.

"Per distribuire film bisogna crederci": il ricordo di Fulvio Lucisano con una sua vecchia intervista
Fulvio Lucisano
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Marco Spagnoli Modifica articolo

19 Agosto 2026 - 11.45


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“Fulvio Lucisano di IIF racconta “Mi sono trovato allo stand italiano del Mercato a Berlino proprio nel momento in cui veniva visitato dal Primo Ministro tedesco, la Signora Merkel. Sono andato a porgerle gli omaggi della delegazione italiana e ci siamo così messi a parlare del nostro settore: mi ha detto che in Germania ci tengono molto alla cultura e al cinema.” Ricorda Lucisano. “Del resto posso capire lo sbalordimento da parte degli Italiani presenti.” sottolinea il presidente di IIF con amarezza “Noi in Italia non siamo abituati a Presidenti del Consiglio che vengano a rendere omaggio al mondo del cinema.” 

La Italian International Films di Fulvio Lucisano aspira a tornare ad essere una delle protagoniste della distribuzione indipendente “Avendo dedicato la maggior parte del mio tempo alla cura dell’ANICA, non ho seguito la mia società così come avrei dovuto. Adesso ho deciso di tornare ad occuparmi in pieno della IIF, perché in questo momento il mercato consente degli investimenti che non erano possibili anche solo poco tempo fa.”

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Osserva Lucisano “Potremmo pensare di destinare qualcuno dei nostri titoli al prolungamento della stagione, premesso che ci siano le condizioni per farlo.” – sottolinea Lucisano – “Fin dall’inizio all’allora Ministro Veltroni ho sempre detto che il prolungamento si può fare solo a patto che si verifichino determinate condizioni favorevoli: i cinema che restano aperti devono avere l’aria condizionata e quindi l’elettricità dovrebbe essere erogata ad un prezzo favorevole; i comuni non dovrebbero proiettare gratis in piazza i film facendo diretta concorrenza alle sale cinematografiche. (Se un titolo è gratis la gente si va a vedere anche le pellicole uscite un anno prima). Il costo dei flani deve essere più basso rispetto a quello del resto della stagione, così come la spesa per i passaggi televisivi dei trailers dovrebbe essere più favorevole. Un conto è informare il pubblico sulle uscite nelle sale, un altro è pubblicizzare, ad esempio, un automobile. Senza questi elementi, il cinema d’estate è impensabile.”

La IIF torna su un mercato che è cambiato. Il numero degli schermi è aumentato, anche se non proporzionalmente al numero degli spettatori. “Speriamo che una migliore dislocazione delle sale porti, effettivamente, ad un aumento del numero dei biglietti venduti” – dice Fulvio Lucisano – “Uno dei motivi di discussione che ho con le mie figlie riguarda il numero di copie con cui uscire. Oggi, forse, non è più così importante arrivare in sala con un grande quantitativo di pellicole, puntando, invece, ad uscite mirate.” Il digitale potrebbe essere una delle grande soluzioni al problema dei costi di stampa delle copie e Lucisano resta un suo acceso fautore: “Avevo chiesto di adattare alla proiezione digitale una delle sale del cinema Andromeda di Roma. Mi è stato risposto che è ancora troppo presto. Sto cercando di prepararmi anche a questo: il progresso non si arresta e io stesso ho potuto assistere a delle proiezioni di film in digitale, addirittura migliori della copia in pellicola.”

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Dopo una pausa di diversi mesi, qual è ancora l’ostacolo più grosso per la distribuzione indipendente in Italia? Il presidente della IIF non ha dubbi: “I costi di distribuzione di un film sono diventati ‘paurosi’. Anche una pellicola modesta, per arrivare in sala, richiede un investimento decisamente notevole. O si crede davvero in un film oppure sarebbe meglio non farlo uscire inutilmente al cinema.” 

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